Archivio mensile:maggio 2007

– 0 –

[ … la domanda sorge spontanea! e ora? …]

…ora la narrazione può pure cominciare …

 

“c’era una volta, anzi c’è o forse…”

disse la nonna alla nipotina

ansiosa di ascoltare la storiellina

“dai nonna non fa niente

raccontami la storia di quando

ero piccina che è divertente”

 

“la tua mamma e il tuo papà  vivevano a milano

eh già, proprio così, e per me era tanto lontano!

chi era mai stata fuori dal piccolo paese?

tu lo sai, mancava ancora un mese,

e mi son detta “vado prima, così aiuto

la mia figliola che si deve preparare,

magari a fare delle spese”

 

eppure il caso non mi fa uno scherzo strano?

io arrivo alla stazione

e tu per la fretta nasci senza esitazione!

un mese prima.

 

scendo dal treno, lo ricordo come se fosse ieri,

nell’immensa stazione centrale,

un via vai di forestieri!

mi sentii smarrita, intimorita.

il tuo papà doveva essere là,

ad accogliermi e accompagnarmi

dalla mamma in città.

ma lui non c’era.

non per cattiva volontà,

anzi, lui era venuto alla stazione,

ma ora, so, ed è una constatazione

che i treni puntuali non sono quasi mai

e anche nel ritardo sono incostanti assai.

 

i fatti te li racconto tutti quanti:

papà era venuto all’orario stabilito

ma una voce annunciò

“il treno proveniente da napoli centrale

è in ritardo di un’oretta”

e così era corso in ospedale,

e questo mi par più che normale

ma il treno che doveva ritardare,

incredibile a dirsi, fu puntuale!

 

scesi dal treno e intorno cominciai a guardare

cosa potevo fare?

dove dovevo andare?

chi mi poteva aiutare?

un signore assai cortese

vedendomi sì smarrita

si avvicinò e mi chiese:

“signora ha bisogno di aiuto?”

gli raccontai la mia storia e lui comprese.

si infilò una mano in tasca e cominciò a cercare.

“eccolo” – dalla gioia urlò!

il tesoro ritrovato era un gettone con cui telefonare

e in quel momento il tuo papà, arrivò!

alzai le mani al cielo e dissi “semp chest me cumbin!”

lui sorridente, si avvicinò

mi prese il volto tra le mani con dolcezza

e mi annunciò: “siete diventata nonna già da un po’”

non ci potevo credere, con uno sguardo un po’ severo

chiesi conferma all’amico che era con papà

e lui rispose: “si è così, è proprio vero!”

e quel giorno non si può più scordare

il 29 maggio è nato questo fiore che si può solo  amare …

 

[ … un sorriso a tutti quanti,

e adesso il conto riparte ma da zero in avanti,

perché oggi è tempo di cambiare

e una nuova storia deve iniziare …]

  by  gg

p.s. se non si fosse capito, oggi è il mio compleanno:

sono gemelli conclamata! e’ grave? :o)

   __________________________________________________________________________________________________________________________

tratta da una storia vera (la mia)
 

– 1

“non c’è più religione!”

disse un giorno un operaio straniero al suo padrone

quando scoprì che a questo mondo c’era un’invenzione:

raccontare favole ai bambini che addormentandosi

trasformavano il proprio sogno in lezione!

 

“c’era una volta”, disse il padrone,

e la favola rapì l’operaio con intenzione.

 

dopodiché certo dell’attenzione,

riprese attentamente la narrazione:

 

c’era una volta una bambina

che, attraversando il bosco, portò la colazione

alla sua anziana nonnina

la donna viveva in una casa isolata

descritta da tutti come incantata

 

la vecchina  paura non aveva

ma alla piccina il bosco

un po’ di terrore incuteva.

 

gira la testa a destra, a manca,

d’improvviso un sussurro del vento,

per il timore, le smosse l’anca

e spaventata cadde a terra traumatizzata.

 

giunse da dietro un albero, come per magia

un vecchio lupo famelico ma dall’innata furbizia

e la paura della piccina andò via.

 

“grazie al cielo un volto amico!” ignara della sua imperizia,

gridò la bimba, avvicinandosi al lupo in amicizia.

il lupo le accarezzò i capelli con meraviglia e dovizia

e le chiese con letizia:

“dove vai bella bambina tutta sola soletta?”

 

“dalla nonnina a portarle pane in cassetta,

ciambelle dolci al miele, la cioccolata  che l’alletta

marmellata di lampone e tante altre primizie”.

 

“mamma mia che delizie!”

rispose il lupo pregustando con la sua fantasia

la marmellata di lampone non sapendo neanche cosa sia.

 

“ti posso accompagnare?” – disse il lupo prontamente

e la bambina “no non puoi, cosa penserebbe di me la gente?”

“come vuoi, sono un lupo rispettoso e ti lascerò immantinente”

 

detto questo a zampa alzata salutò la bimba e

di nuovo per magia il lupo andò via.

 

“che lupo a modo, dicono tutti che è brutale

ma non è vero, sarà timido e non è male”

la bimba giunse dalla nonna e quando arrivò

ebbe una sopresa. dal suo letto la nonnina la guardò

con gli occhi grandi grandi, le mani enormi e la bimba domandò:

 

“nonna che occhi grandi hai”

“per guardar meglio da lontano, che non si sa mai”

“nonna che mani grandi hai”

“piccina mia, i fatti tuoi non ti fai mai?”

“nonna cosa mi dici mai?”

“perdonami, sarà l’influenza, mi fa male assai”

 

ma la bambina ebbe paura ormai

quella non era la sua nonnina e una domanda

doveva porger per separar la realtà dal semmai:

 

“nonnina che bocca grande hai!”

ecco la realtà: era il lupo che in un sol boccone

aveva inghiottito la nonna ed i suoi guai!

 

altro che lupo a modo

con la nipote voleva fare il brodo.

la piccola fuggì via e il lupo

la rincorse a suo modo

per le strade, fra la gente ma nessuno potè niente

solo un cacciatore che capito l’inganno indecente

sparò e colpendo il lupo fece uscire

la nonna dal suo stomaco immediatamente!

 

“che fregatura” pensò il lupo.

che ci posso fare? la mia è una iattura

io devo pur mangiare e ora invece

pure il buco allo stomaco devo sopportare!

 

la bambina abbracciò la nonnina,

il cacciatore, lo strinse al cuore

e imparò la lezione:

nella vita bisogna sempre fare attenzione!

 

… [fidarsi è ovvio, si deve e si può

ma di cautela ce ne vuole sempre un po’! ] …

 

un sorriso attraversando il mondo…

by Gg

[Ringrazio Cris per avermi dato, involontariamente, un piacevole spunto per giocare con le parole]

 

 

-2

 

solo per amore

e con un po’ di fantasia

nacque da un uovo, sulla via,

uno strano, grigio anatroccolo

brutto, debilitato e dal corpo piccolo

 

i suoi fratelli, contrariamente,

belli, sani ed aitanti,

seguivano la mamma diligentemente

con baldanza ed esuberanza:

iniziava per essi, così,  una danza

per il brutto anatroccolo era,

invece, solo una mattanza

 

si tuffarono nello stagno

ma il piccolo, sdegnato e maltrattato,

dopo nell’acqua aver fatto un solitario bagno,

perché dagli altri isolato,

fuggì lontano dalla sua mamma,

triste e mortificato.

 

d’improvviso il suo sguardo cupo

da una visione venne rallegrato:

un cigno, bello, bianco, candido,

elegante e spregiudicato.

 

lo invidiò per la bellezza

e continuò per la sua strada

senza alcuna certezza.

 

il freddo, il gelo e l’amarezza

furono il regalo di un inverno,

per l’anatroccolo, privo di gaiezza.

un brivido percorse le sue piume

e al suolo cadde stremato

senza forze né più alcun barlume

 

un contadino lo raccolse e gli offrì amore

un caldo giaciglio e di una casa il tepore

la primavera con i suoi fiori lentamente sbocciò

e con essa anche il piccolo anatroccolo si trasformò.

 

attraverso i colori della natura giunse pian pianino,

vicino ad uno stagno birichino,

in esso si specchiò e…miracolo…l’anatroccolo

così brutto e dalle piume smunte era sparito

al suo posto un cigno di reale beltà

per dire al mondo:

“non è un miracolo e’ la vita, che trasforma tutto in realtà…”

 

… [ Siamo pronti per spiccare il volo? ] …

 

[planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto, né più un’età]

-3

"se son triste o infelice e non so il perchè, io penso

alle cose che AMO di più  e torna il seren per ME"

 
 
 
 
… e mentre penso ai sogni

che vorrei realizzare vi saluto con

un sorriso esognate con me? 

 

 

 

[quanto sei bella…ti devo dare un bacio]

Così un giorno mi disse una signora che, mentre passeggiavo, si trovò sulla mia strada. Con delicatezza, si avvicinò, prese il mio viso tra le mani e lo avvicinò alle sue labbra. In un gesto di una tenerezza infinita, una valanga di emozioni, ricordi che oggi divampano e diventano come fuoco. Quel fuoco che arde solo nel cuore di chi ama sinceramente.

 

La signora, una bella donna dai modi gentili e dagli occhi dolci eppur forte, quando ero più piccola, mi vedeva spesso in giro in casa sua e ogni volta mi accoglieva a braccia aperte. I suoi figli un poco più grandi di me, mi hanno insegnato tante cose e altrettante con me ne hanno fatte: giochi,  mi hanno portato a fare il primo giro in vespa, mi hanno insegnato a parlare il dialetto, anche se con scarsi risultati. Mi dicevano “a lun in miez o mar..” e io avrei dovuto ripetere, eppure…uscivano altre parole. Loro due, per me erano come due fratelli e la loro mamma mi amava come una figlia.

 

[e stamattina una piccola parte di me è andata via con quella signora]

 

…ora mi restano i ricordi e quel bacio che mi ha dato d’impulso

e che oggi per me assume un significato nuovo:

[fai sempre ciò che senti, non ti frenare!]

[fai sempre ciò che senti, non ti frenare!]

[fai sempre ciò che senti, non ti frenare!]

 

[fai sempre ciò che senti, non ti frenare!]

[fai sempre ciò che senti, non ti frenare!]

Gg

.Sorridi.

 
 

Ci sono persone che credono

che il vedere sul viso di qualcuno un sorriso,

dipenda dal fatto che quella persona è forte,

che non sentirà mai dolore,

che nella sua vita non ha mai sofferto,

che ogni giorno, quando si alza dal letto

è in forma perfetta, ha una salute di ferro.

 

Pensano che sorridere sia una finzione,

o una forma di arroganza.

 

In pochi riescono a vedere quel sorriso

per quello che è:

la forma più semplice e spontanea

per ringraziare Dio di darti la forza

di andare avanti, giorno per giorno,

anche quando stai così male

da non aver voglia di fare nulla.

 

Ma ognuno in te vede quello che vuole.

 

Lo volete sapere davvero chi sono?

Non immaginatelo. Chiedetelo!

 

Se sorrido è perché so quanto è breve la vita,

e così ogni volta che vedo il sole

o la gioia sul viso di qualcuno o respiro

e sento nell’aria i profumi della vita

sento la pace nel cuore e tutto diventa bello

 

ed è normale sorridere.

 

Finora ho vissuto ogni momento intensamente

ho assaporato tutti gli istanti,

o almeno ci ho provato;

ho amato a braccia aperte e

così vado incontro al mondo,

non dico senza paura,

perché è normale aver paura,

ma cerco di non diventarne schiava.

 

Se però soffro per quello che accade,

non continuate ad aggredirmi,

non mi fraintendete,

non mi offendete,

non dite di me ciò che non sono.

 

Ascoltate ogni tanto il mio cuore.

questa non è una guerra è la

vita che ci accomuna, ci rende simili.

 

E quel che oggi provo io

un giorno potresti viverlo tu…

 

se qualcosa non va dillo…

non tenerlo per te, così ti logora.

 

Se qualcosa non va,

da oggi lo dirò.

Non voglio più aspettare

che sia troppo tardi,

da perdere non ho nulla.

 

Tacendo, invece, potrei perdere

quel che di più bello è in me:

la spontaneità!

 

Un sorriso,

 

Gg

   

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