Archivio mensile:giugno 2007

San Gestore della Telefonia, aiutaci tu

Vi è mai capitato di avere problemi di linea? No non sto parlando di sovrappeso, ma di linea telefonica. Vi è mai capitato che, d’improvviso, il vostro gestore telefonico, non vi fornisse più la linea adsl? Già vi vedo a muovere la testa su e giù. Ecco, ora ogni tanto dondola di lato. Lo so, è capitato a tutti! E’ inevitabile, sono quelle cose che “pure se non vuoi, accadono e tu, non puoi fare nulla per evitarle” – Comunque, avete capito la situazione. D’improvviso le vostre porte con il mondo virtuale si chiudono. Immaginate di gestire un’attività commerciale e che i vostri introiti principali vengano dal web. Ecco: è panico! Avete immaginato, giusto? Allora cosa fareste? Lo so, immediatamente prendereste un telefono in mano e via con i tre  numeri magici che vi portano a colloquiare con un “simpatico” operatore, almeno lo si spera che sia simpatico. A volte, alcuni non sono molto preparati, quindi, almeno ti fai quattro risate e poi speri…

Comunque dopo questa lunga premessa veniamo al dunque. Al fatto.

La receptionist (se si scrive così), di un albergo, mi chiama e mi dice che hanno problemi con l’adsl. Ho detto: “va bene. Io che posso fare? Chiama il gestore (sarò buona e non vi dirò di chi stiamo parlando)” E lei “sì ma è meglio se vieni anche tu e chiamiamo insieme”. Ok, vado. Arrivo sul posto e la ragazza digita i tre numeri e parla con un uomo. Gli spiega la situazione e lui dall’altra parte, comincia a parlare e le spiega: “Bisogna vedere se è un problema che possiamo risolvere noi con delle semplici operazioni o se è un danno alla centrale o se deve venire il tecnico” – E la ragazza: “sì, capisco. Ma lei non può incominciare a vedere qual è il problema? Sa a noi serve, internet lo usiamo per lavoro quindi …. “ – E l’operatore – “no deve avere pazienza e se è un problema che riguarda solo lei manderanno il tecnico, ma di sicuro prima di 48 ore non viene”.

Insomma dopo la chiacchierata, la ragazza, un po’ insoddisfatta attacca. Allora, visto che, spesse volte, mi capita di chiamare il mio gestore per problemi all’adsl, le ho consigliato di chiamare nuovamente e ho detto: “tranquilla, risponderà un altro e speriamo che questa volta ti sappia aiutare”. Lei, dopo un po’ di titubanza richiama e…. “pronto?” … incredibile era di nuovo lo stesso operatore. Ma quando mai, capita di parlare con lo stesso operatore. Ok, capita. Lei cerca di fare l’indifferente e spiega il problema e dall’altra parte: “senta, sono stato proprio io a segnalare l’intervento 8 minuti fa. Deve avere pazienza. Non può chiamare in continuazione. Se vuole vedere se il modem funziona, ogni tanto cerchi di connettersi ad internet”. Finisce la telefonata e…speriamo bene…

Morale della storia? Il pomeriggio, richiama il titolare dell’attività il gestore telefonico e sapete qual è stata la cosa più divertente? La segnalazione del guasto non era stata fatta per niente… Fidarsi e bene ma….

Ah…che bello…A noi utenti, ignari, di quel che accade delle nostre telecomunicazioni, non rimane altro che affidarci e rivolgere una preghiera a chi di dovere:

 

San Gestore della Telefonia, aiutaci tu

facci trovare l’operatore telefonico

che ne capisca davvero qualcosa

quando un danno ci pervade la linea telefonica

e se non può fare niente lui tramite il suo pc,

che almeno segnali il danno a chi di competenza.

San Gestore della Telefonia,

insomma…pensaci tu.

Siamo nelle tue mani, ora e sempre!

 

Un sorriso a tu..tu..tu…(scusate era occupato, riprovo) tutti (libero) …

By Gg

   

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Amo questo giorno. Amo il giorno dell’onomastico più del compleanno. Strana? Sì, lo confermo. Il mio nome mi piace tantissimo anche se quando ero piccola piccola, non lo sopportavo per niente. Gli altri nomi erano tutti più belli del mio. Uffa, il nome che avevano scelto per me era quello di mia nonna e non ci vedevo neanche un pò di fantasia. Poi ne ho assaporato il colore eil senso, qualcuno dice significhi: Dono di Dio e così me lo tengo ben stretto. Mi piace il suono, la G dolce che lo accompagna e anche le due enne che lo rendono forte. Insomma Giovanna mi veste bene. A parte il nome, questi due giorni sono stati proprio particolari. Mi hanno chiamata persone che non mi aspettavo, ne ho incontrate altre che non speravo più di rivedere e poi ho visto tanti arcobaleni colorati, non nel
cielo ma nei miei occhi. Ho sentito crescere quella serenità che aspettavo da tempo e che improvvisamente mi ha riempita. E poi, a parte che, da anni ormai, a voi lo posso confessare, sono innamorata della vita, c’è una frase che continua a rimbombarmi nella testa, letta in un libro che ha consigliato tempo fa la Donnarock, "un posto nel mondo": "Di innamorarsi sono capaci tutti, e a tutti può accadere. Amare una persona è un’altra cosa". E poi tante altre cose che stanno accadendo in questo periodo che non mi aspettavo eppure…accadono…e…ho detto tutto.
Ah adoro Totò. Quando ero più piccola e lo vedevo in tv dicevo: "quanto è bello!" Questo non c’entra nulla…ma mi è venuto in mente ora e… Un sorriso by Giovanna


grazie mille a Marianna che mi ha regalato un sorriso in un pensiero

l’immagine è stata presa da cartoline.net

La vita non è uno scherzo
Nazim Hikmet

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Buona giornata a tutti con un sorriso,

Gg

EccEccoci qua. Veniamo a noi. La "gentilissima" amica mia di "blog" Katia mi ha passato la catenella e così,  l’ho tirata subito, perchè altrimenti sarebbero passati giorni prima di riuscire a mettere insieme due parole – in più mi era venuto il blocco dello "scrivano" che come potete ben vedere è passato. Buona lettura, se ci riuscite!

 

1)      Partendo dal presupposto che non mi conoscete vi dovrei fornire le mie generalità, ma in parte quelle le vedete dalla foto (sorridente) in alto, di presentazione del blog. Comunque sono nata il 29 maggio del … a Sesto San Giovanni (MI) dove ho vissuto per 15 anni – e vi comunico ufficialmente  (questa  mia affermazione vi farà rabbrividire, già lo so), che proprio lì ho mangiato la pizza più buona della mia vita (non sto scherzando). Io sono una patita della pizza, la adoro, ma come la mangio nella pizzeria del mio amico Americo, non l’ho mai mangiata da nessuna parte (sono pronta a fare confronti di ogni genere, se volete portarmi nelle vostre pizzerie di fiducia, anche a vostre spese :O) sono disponibile. Che non sia mai detto che Giovanna si tira indietro). Almeno una volta all’anno ci torno sia per stare con i miei amici, sia per mangiare la pizza Fantasia: pomodoro, mozzarella, funghi e prosciutto cotto. Ecco…ora mi è venuta fame! Vabbè andiamo oltre!

 

2)      Il viaggio più bello che abbia fatto in vita mia è stato in pullman (state rabbrividendo di nuovo, dite la verità) – per la precisione, la prima parte del viaggio in treno: Caserta – Alessandria. Da Alessandria siamo partiti e siamo andati in Olanda, mamma mia quanto è bella. E’ piena di colori, di vita, di Coffee Shop. La gente è meravigliosa. E poi sanno tutto. Figuratevi (e questa è un’altra cosa che dovrebbe essere un punto a parte, ma vabbè, sono buona e lascio correre) ho la testa vuota. Ogni volta che vado in un posto lascio qualcosa. Una volta ho lasciato l’orologio sul lavandino del bagno in un autogrill (da allora l’orologio non lo tolgo più). Una volta ho lasciato la macchina fotografica in Trentino e la signora dell’albergo è stata così gentile da mandarmela a casa a sue spese. Grazie infinite. Comunque, torniamo a noi, andavo in giro con i miei amici e ci siamo fermati in un locale del paese dove alloggiavamo. Nel locale ho scordato la macchina fotografica. In albergo è tornata prima la macchina fotografica e poi io (non era l’unico albergo).

 

3)      Ok sarò più breve. Da piccola giocavo a pallavolo ma non sopportavo i giri di campo prima di iniziare a giocare. Non ce la facevo proprio. Però mi piace tanto anche giocare a tennis e il gioco che mi piace di più è: palla prigioniera! Cerco sempre qualcuno con cui giocare. Ma siete sempre tutti impegnati. E dai, e su, e forza…

 

4)      Quando abitavo ancora a Sesto, mi divertivo ad andare sui pattini. Mi conoscevano tutti (a dire il vero, anche ora, dove abito mi conoscono tutti). Abitavo nella piazza adiacente al comune e c’erano i portici tutt’intorno. Belli i pavimenti lisci lisci (a parte quando si trovava una gomma consumata dal tempo…). Tutti i pomeriggi scendevo e andavo a pattinare. C’era la fornaia che mi dava la colazione, il signore che vendeva carta da parati (se non ricordo male), che si chiamava Brizio e se avevo qualche problema con i pattini lui me li sistemava. C’era la gelateria (c’è ancora), troppo bella. Si chiama Sogni. E poi…c’era il comune storto…(appena possibile metterò una foto).

 

5)      Mi trucco (no, non è vero, non mi trucco) raramente e poco. Da quando porto i capelli corti corti però, ogni tanto mi sono truccata, sennò qualche anziana signora mi diceva: “ma che bel giovanotto!” (non sto scherzando. Non la vedete la faccia seria?) Una volta stavo tornando a casa in auto e sono passata davanti ad un ragazzino in bicicletta mi guarda e grida: “me pari na ragazza!”. In quel momento ho avuto una piccola crisi d’identità. E’ passata subito però. Ho abbassato il finestrino e ho detto: “sono una ragazza”. Che mortificazione della femminilità. Ma vi sembro un ragazzo ?!? E che miseria!

 

6)      Adoro i cornetti (o come li chiamate voi, brioches) caldi, fragranti e senza nessun tipo di crema. Mi piace tanto la panna montata…Ho deciso, un giorno farò un bagno nella panna montata o forse…una passeggiata tra le nuvole…che è meglio!

 

7)      Ecco l’ultima cosa che non sapete di me. Questa è difficile. Non mi viene nulla. Ah ecco! Cosa voglio fare da grande? Prima di arrivare alla certezza del mio lavoro, ne ho cambiati tanti, mi butto a fare qualunque cosa. Ho fatto “pratica” di avvocato, l’assicuratrice, la rappresentante di profumi, la ragioniera, la segretaria, l’organizzatrice di eventi, ho costituito un’associazione e ne ho organizzata un’altra. Ho costituito una società di hardware e grafica e ho scoperto l’amore per i colori e oggi sono graphic designer, ho fatto la giornalista  (e da giovedì, addetto stampa) e prima o poi diventerò psicologa. E intanto associando le ultime tre attività sta partendo un nuovo progetto… e … basta sono arrivata a sette…il resto alla prossima catena!

 

Ora [è tardi per scegliere le persone a cui passare la catena…quindi lo farò domani! Perchè domani è un altro giorno!]

E

e siccome, a quanto pare, oggi è già domani,

vi comunico i nomi dei prescelti per continuare il gioco:

1) Vinny Blog

2) Bimba

2) FàM!$H3d

…e poi…(un pò di suspense per gli altri due…)

E’ tutta una questione di scelte

[Era sempre di buon umore ed aveva sempre qualcosa di positivo da dire.  Quando qualcuno gli domandava come stava, rispondeva: "Se stessi meglio, scoppierei!"Era un manager unico, con un gruppo di camerieri che lo seguivano ogni volta che prendeva la gestione di un nuovo ristorante. Il motivo per cui i camerieri lo seguivano era che Jerry aveva un grande atteggiamento positivo. Era un motivatore naturale, se un dipendente aveva la luna storta, Jerry era lì a spiegargli come guardare al lato positivo della situazione. Trovavo il suo stile molto strano e quindi un giorno gli dissi: "Adesso basta! Spiegami come fai ad essere sempre così positivo, qualunque cosa succeda?" Lui mi rispose "Vedi, io sono così, quando mi sveglio la mattina mi dico oggi hai una scelta da fare: puoi decidere di essere di buon umore o di cattivo umore, e scelgo di essere di buon umore.  Tutti i giorni mi capita qualcosa di spiacevole, posso fare la vittima oppure imparare qualcosa dai problemi, io scelgo di imparare. Ogni giorno qualcuno viene da me a lamentarsi, io posso scegliere di subire passivamente le sue lamentele o di trovare il lato positivo della cosa, beh, io scelgo sempre il lato positivo della vita. "Si, va beh”, dissi io, "ma non e’ sempre cosi facile!" "Si invece," disse Jerry, "la vita è tutta fatta di scelte. A parte le necessità più o meno fisiologiche in ogni situazione c’è una scelta da fare.  Sei tu a scegliere come reagire in tutte le situazioni, a decidere come la gente può influire sul tuo umore. Sei tu che scegli se essere di buonumore o di cattivo umore, e quindi in definitiva come vivere la tua vita". Per molto tempo dopo quell’incontro, ripensai a quello che Jerry aveva detto, poi un giorno lasciai il business della ristorazione e mi dedicai ad un’altra attività in proprio; mi persi di vista con Jerry ma spesso ripensai a lui quando mi trovavo nella situazione di scegliere nella vita invece che subirla. 

Diversi anni dopo, venni a sapere che Jerry aveva commesso un errore imperdonabile per un gestore di ristorante: aveva lasciato la porta posteriore del ristorante aperta una mattina, ed era stato attaccato da tre rapinatori armati; mentre cercava di aprire la cassaforte, le sue mani sudate e tremanti dalla paura non riuscivano a trovare la combinazione ed i rapinatori, presi dal panico, gli avevano sparato ferendolo gravemente.  Fortunatamente Jerry era stato soccorso rapidamente e portato immediatamente al pronto soccorso.  Dopo 18 ore di intervento chirurgico ed alcune settimane di osservazione, Jerry era stato dimesso dall’ospedale con frammenti di pallottole ancora nel suo corpo.  Incontrai Jerry circa sei mesi dopo l’incidente, quando gli chiesi come andava mi disse: "Se stessi meglio, scoppierei.  Vuoi dare un’occhiata alle cicatrici?" Declinai l’invito, ma gli chiesi che cosa gli era passato per la testa durante la terribile esperienza.  "La prima cosa che pensai fu che avrei dovuto chiudere la porta posteriore del ristorante" mi disse Jerry, "poi, quando ero già stato colpito e mi trovavo per terra, mi ricordai che avevo due scelte: potevo scegliere di vivere o di morire". "Ma non avevi paura? Non sei svenuto?"
Jerry continuò: " Gli infermieri furono bravissimi. Continuavano a dirmi che andava tutto bene.  Ma fu quando mi portarono sulla barella in sala operatoria e vidi le espressioni sulle facce dei dottori e degli assistenti, che mi spaventai veramente, potevo leggere nei loro occhi"quest’uomo è già morto!  …dovevo assolutamente fare qualcosa". "E cosa hai fatto?" gli domandai. "C’era questa infermiera veramente grassa che continuava a farmi domande, e mi chiese se ero allergico a qualche cosa". "Si!", io risposi, a quel punto tutti dottori e le assistenti si fermarono ad aspettare che finissi la mia risposta… Io presi un respiro profondo e con tutte le mie forze gli gridai "Sono allergico alle pallottole!" Mentre ancora ridevano aggiunsi "Sto scegliendo di vivere.  Operatemi come se fossi un vivo, non come fossi già morto". Jerry e’ sopravvissuto grazie alle capacità dei chirurghi, ma anche grazie al suo atteggiamento positivo.

Ho imparato da lui che tutti i giorni abbiamo la scelta di vivere pienamente.
Un atteggiamento positivo, alla fine, vale più di tutto il resto.]

Un sorriso by Gg

Libera i pensieri e poi Vola


[ il mio mondo: Istruzioni per l’uso!]

 

   

uno spirito libero
lascialo Volare
(Gg)

Comunicazione di servizio:

Un anno quasi  è passato

E finalmente un calcio al pallone ho tirato

Ma voi ci pensate cosa è stato?

Fino a ieri non ci avrei mai pensato

Un calcio al pallone voleva dire

quasi soffrire ora invece mi fa divertire…

@ s e m p l i c e s a i @

Dopo quasi un anno, finalmente sono riuscita a tirare un calcio ad un pallone. Modello Super Santos (avete presente quella sfera arancione con i ghirigori neri che di solito si porta durante le scampagnate o quando si va al mare? Ecco, proprio quello). Ho anche palleggiato. E che rimanga tra di noi, questa è la mia prima volta! Troppo bello.

Non è che sono una grande giocatrice di calcio, anzi, per niente, ma, non so perché (non è vero lo so benissimo) ora mi piace da vivere.

Quando avevo circa 14 anni, in palestra mi si è lesionato il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro (da quel momento ho odiato la palestra). Portata d’urgenza al CTO mi hanno ingessato tutta la gamba…TUTTA…dalla caviglia all’inguine. Follia pura. Non so come ho fatto, nel tempo di due giorni ho rotto il gesso. Meno male. Mi hanno riportata al CTO e lì mi hanno messo una fascia elastica. Ah nessuno mi aveva detto cosa era successo al mio legamento.

A distanza di anni, il ginocchio ha cominciato a darmi fastidio e così, dopo una visita, mi hanno consigliato di rinforzare il quadricipite. Quindi era necessario fare un po’ di moto. Vabbè…Dopo qualche tempo una ragazza mi propose di giocare in una squadra di calcetto. Io? Quasi quasi. Così accettai, come sempre, mi butto in tutto. E dopo la quinta volta che andavo a giocare (troppo divertente) crack…dolore lancinante al ginocchio sinistro. Ok, ho capito, forse il calcetto non è lo sport più adatto a chi ha problemi di legamenti, ma ormai il danno era fatto. Due mesi con le stampelle e in più il legamento da lesionato che era si è rotto. GRANDE!

Stavolta, invece, dopo 10 mesi in seguito alla frattura del mio caro malleolo, che a dir la verità non ho capito chi glielo ha fatto fare a fratturarsi. Temo soffra di manie di protagonismo. Di questo ne sono sicura. Comunque, finalmente, sento il piede più tosto e ho voglia di giocare…come sempre. Finora ho giocato con il mio cane. Ci siamo fatti due partite che non vi dico. Ma a parte che lui è un portiere eccezionale, imbroglia in una maniera esagerata. Non si può…

E allora eccomi qui…veniamo noi con questa mia a dirvi:

“si accettano volontari…chi vuol venire a giocare a pallone con me?”

Su su, non spingete…c’è posto per tutti….su su…

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

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