Archivio mensile:luglio 2007

 
[un pensiero per Katia]
 
 

 

E’ lei che porta sempre il sole  con semplici parole  e buona volonta’

che con il suo candore risveglia il buon umore e da serenita’

Il cielo e’ sempre sereno per chi ti conoscera’,

risplende l’arcobaleno che tutto colorera’

 

 

Bisogna vedere sempre il lato positivo delle cose giusto?

 

E allora, uno dei lati positivi dell’averti conosciuta è che mi fai sorridere e ridere SEMPRE

Vabbè non esageriamo (sennò ti abitui eh?!?)…quasi SEMPRE

 

Un sorriso tutto per TE…by Gg

Tempo che passi, tempo che vai

sorridere mi fai.

Giocano i bambini, ridono i marinai

sperduti nei mari della vita come mai.

Si affannano in cerca di una poesia

per trovare un po’ di compagnia,

che essi stessi chiamano allegria.

Scrutano l’orizzonte per comprendere la via.

Senza saper che nella vita

l’amore è l’unica poesia che ci sia.

 

Ma l’orizzonte è inutile scrutar  se viver vuoi

con leggerezza,serenità e un po’ di fantasia

 

E allora, senza affanni, leva l’ancora e vola via…

 

  

 

Ti alzi sconfitto ogni mattina,

se non ti fai una bella risatina.

 

Che importa se sei cicciotella?

Ridi e la vita diventa bella!

 

Che importa se hai il naso a patata?

Fatti su una larga ghignata!

 

Dà più salute l’allegria

Di un’intera farmacia.

 

Cura meglio il buonumore

Del più grande professore.

 

No, non portan sfortuna i gatti neri,

te la passan, piuttosto, gli uomini seri,

 

Perché vivere con facce scure

È la peggior delle torture.

 

Allora dài! Un bel sorriso

È l’anticipo del paradiso!

 

Ma che esempio al mondo dai,

se quella faccia triste hai?

 

Però non rider da cretino

Come chi ha il cuor di semolino:

 

ridi guardando in su

ed avrai una marcia in più!

 

 

Il più bel sorriso sei TU!

Il più bel sorriso sei TU!

Il più bel sorriso sei TU!

 

 

Starò lontana dal blog per una settimana …spero di trovare tanti sorrisi e commenti

al mio ritorno…per ora, un sorriso a voi! Gg

 

Ci sono TRE persone…

Vi va di usare un pò la fantasia?

Vi va di fare il gioco delle ipotesi?

1) Chi sono le 3 persone?

2) Che rapporto le lega?

3) Da dove vengono?

4) Dove andranno (considerato che si muoveranno insieme)?

5) Cosa faranno?

6) E poi…cosa accadrà?

 

 

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Finalmente ce l’ho fatta. Un pò di tempo fa Katia (la spacciatrice di buonumore) mi ha passato la catena dei libri e visto che scegliere è stato difficilissimo ci ho messo mesi per decidere e per scegliere le parole più adatte. Ecco, allora,  il risultato della mia fatica immane…spero riuscirete a leggere e magari ad arrivare alla fine… :O)

Il primo libro che ha lasciato il segno nei miei anni è “il diario di Anne Frank” – quando ero piccola ero piuttosto pigra, non è che sono cambiata nel tempo, anzi, ma leggere non era per me. Adoravo i libri, questo sì. Mi piaceva guardarli, tenerli in mano, sfogliarli ma leggerli no, per me era troppo stancante. A me piaceva andare in giro non stare ferma con la testa sprofondata su un libro. Anche per lo studio era così. Stavo attentissima alle spiegazioni per non dover studiare a casa. Pessimo esempio. Ma…

Per la prima volta, con il diario di Anne Frank, ho scoperto che nei libri c’è un mondo infinito, tutto da scoprire e da assaporare. Ci sono persone che amano, che soffrono, che gioiscono, che corrono, camminano e a volte volano anche quando sono prigionieri di un mondo che le limita. Molte ti insegnano a non perdere mai la speranza, altre ti fanno vedere l’opposto, cioè cosa accade quando si smette di credere che tutto è possibile, anche se a volte, solo nella tua testa.  Sfogliavo le pagine e man mano che andavo avanti, avevo sempre più voglia di continuare. Era estate ed io, a casa di mia nonna, mi sdraiavo, nelle ore più calde, sul lettino che mi accompagnava da Morfeo la notte. Leggevo e immaginavo e mentre lo facevo, passavo un dito sulla carta da pareti chiara a fiori con delle linee marroncine, alcune più corte, altre più lunghe. Il mio dito era una macchinina e le lineette le autostrade virtuali della mia immaginazione…E ricordo tutte le emozioni di quella bambina. Le paure, le gioie per le piccole cose e l’amore…Ho visto le immagini di quel piccolo pezzo di mondo e le parole che si fissavano su un diario…e ho pianto…

Nella mia vita è entrato anche Anthony De Mello con “istruzioni per un’aquila che si crede un pollo” ma il libro di De Mello di cui vorrei parlarvi è “La preghiera della rana” – Meraviglioso. L’ho comprato nel negozio di una mia amica. Mi è capitato davanti per caso, mi ha corteggiato, mi ha sorriso e là, è scattato il colpo di fulmine: ho dovuto prenderlo e portarlo via. Ma non potevo mica immaginare che quel … libro … fosse un don Giovanni, un Liber-tino. La storia è questa. Era estate, ancora una volta, e quando uscivo per passeggiare, portavo con me “la preghiera della rana”. Eravamo inseparabili. Credevo avremmo condiviso la vita. Mi fidavo… Fu così, che un bel giorno, dopo aver fatto circa seicento metri, mi imbattei in un gruppo di ragazzi venuti in visita nel mio paese. Mi fermai a parlare con loro. Uno dei ragazzi fu rapito dal libro. Non potevo certo immaginare che quell’incontro avrebbe segnato la fine della nostra relazione che pareva indissolubile. Il ragazzo, incuriosito, mi disse: “me lo presti?” (voleva il libro) – Secondo voi, potevo mai dire di no? E così “la preghiera della rana” è andato con lui. Ma avreste dovuto vedere come era contento e così nonostante l’abbandono sono stata contenta anche io. Se è felice “lui”, lo sono anche io. Da allora, non ci siamo più visti. A dire il vero non so come reagirei avendolo di fronte… Lo ammetto, è una bugia. Non è vero, so esattamente quello che farei. Lo guarderei dritto nelle pagine, lo stringerei forte forte e poi, felice di riaverlo di nuovo con me, lo porterei ancora in giro. Recidiva? Sicuramente! Comunque, scherzi a parte è un libro che vi consiglio di leggere, fa bene all’anima e non solo…

Il terzo libro…che mi ha fatto sentire un immenso dolore ai piedi, anche se poi quando è passato ho provato una pace indescrivibile è un libro che mi ha consigliato un amico un po’ di tempo fa e poi, come al solito ne ho scordato il titolo. Ogni tanto lo chiamavo e gli dicevo: “Fabio, ma com’è il titolo di quel libro…” e lui ogni volta con una pazienza che neanche Giobbe: “E venne chiamata due cuori di Marlo Morgan” – Me lo sono ricordato secondo voi? Noooo…inutile! Certo, l’avrei potuto scrivere ma poi avrei dovuto portare il foglietto sempre con me e l’avrei perso. Invece le cose capitano sempre per caso…e così una mattina, in una libreria, cosa mi trovo davanti, accanto alla cassa? …Già, proprio il libro in questione! E…lo leggevo e mi ritrovavo in quelle parole…Ebbene vi svelo un “segreto”: chi vuole conoscere qualcosa di me, può cominciare leggendo quel libro e scoprirà che…

…per me…”l’essenziale è invisibile agli occhi”… molti di voi sapranno dove è approdato questo viaggio nella terra dei libri della mia vita…ma per chi non lo avesse capito o avesse qualche dubbio, siamo appena atterrati nel mondo de “Il piccolo principe”. Quanta tenerezza mi ha fatto quel piccolo principe che incontra la volpe che gli chiede di essere adottata. Un libro per bambini che segna il cuore degli adulti…Ogni tanto me lo rileggo…ogni capitolo insegna una piccola porzione di vita…ma il capitolo XXI è l’espressione più bella dell’Amicizia.

…a proposito…ma voi lo sapete quanto è difficile, non tanto trovare AMICI, quanto piuttosto essere AMICI? …l’AMICIZIA ti fa volare alto, ti lascia libero di essere te stesso, ti aiuta a crescere facendoti riflettere sui tuoi difetti, sorride dei tuoi pregi e ti accompagna nella vita sempre: quando sei felice o quando sei in difficoltà non ti abbandona mai, magari la senti nel silenzio, ma sai che c’è.

 

Ne approfitto per lasciare un pensiero ai miei amici…incontrati in questi mesi…non faccio nomi ma sono certa che ognuno si riconoscerà senza troppi problemi…

A chi mi ha fatto sorridere…

Giocando, mumble mumble…con la luna e con…i nasi che volano via

Insegnandomi a prendere la vita con un "fa ‘ngu"

Portandomi in giro su uno scooter giallo e ridendo alle mie battute (ci vuole un coraggio)…scattanti!

Facendomi conoscere il mondo delle api e il miele…e interrogandomi su Totò :O)

Andando in giro a salutare gli asinelli e dicendo che la mia voce lo rilassa  

Regalandomi oltre alla musica splendida, un paio di orecchini a forma di farfalla troppo belli

Parlandomi della sua vita sempre di corsa alla “Valentino”

Chiamandomi, teneramente, Fiorellino

Dicendomi che il suo gatto si chiama come il mio cane

Regalandomi un pensiero

Dicendomi che "vede" la luce nei miei occhi e che è alla "disperata" ricerca di un treno che arrivi direttamente a Caserta

Facendomi "tuffare" in un blu profondo

 …e a tutti quelli che vorranno abbracciare la causa (che sarei io :O) e che causa…modestamente!)

 …dico semplicemente: “…addomesticatemi…” (clikka qui e leggi il cap. XXI)

E il quinto libro…che mi ero dimenticata per strada…:

  • Ciao Sole.
  • Ciao! E tu chi sei?
  • Una cometa. Ho viaggiato tanto e ho visto tante meraviglie!
  • Ma, nulla più forte di me.
  • No, mai – mentì la cometa per accontentare il sole.
  • Io sono il più potente.
  • Ed anche il più solo…
  • Come? Cosa vuoi dire?
  • Che il colore del tuo calore, mi dice che il tuo orgoglio non ti fa accettare il vuoto che sta distruggendo il tuo cuore.
  • Ma cosa ti inventi? Io non ho bisogno di nessuno. Neanche di te.
  • Va bene. Ciao sole – la cometa si mosse per andar via ma…
  • Aspetta! Forse hai ragione, mi sono reso conto che potrebbe essere insopportabile trascorrere così tanto tempo da solo. Cosa posso fare?
  • Parli del senso di solitudine?
  • Sì …
  • C’è un solo modo per evitare la solitudine…

Questo è il mio quinto libro (in posizione strategica)…molto semplice nella sua complessità. Chi ha orecchi per intendere intenda e chi vuol vedere apra gli occhi del cuore…solo così potremo scoprire che…Non dico altro, semplicemente, io vi consiglio di leggere “Il sole e la cometa” di Sergio Bambaren …

 – Qual è lo scopo della mia forza fisica se non posso dividerla con gli altri? …

 

Chi continuerà la catena? Nomino ufficialmente MaryCris, M@mi, quando tornerà dalle vacanze , FàM!$H3dPatrizia…e tutti quelli che vorranno continuare…anche se non hanno un Blog…4 libri solo 4 libri…ho sbagliato: i libri sono 5 solo 5 libri

 

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…come Formiche che le Montagne smuovono …

Sono venuto dal mio “paese” un pò di anni fa. L’Italia per molti, rappresenta il lavoro, l’abbondanza ma soprattutto la libertà. Lavoro, mi do da fare, non parlo tanto bene l’italiano eppure mi impegno tanto. Quando finisco il mio lavoro ufficiale, non mi fermo, vedo cos’altro posso fare e così una signora, dopo averla aiutata, per ringraziarmi, mi ha fatto un regalo. Mi ha detto: "prendi questo, fanne ciò vuoi, da oggi è tuo. Lo puoi anche portare al tuo paese". Io ero tutto contento, l’oggetto che mi aveva dato la signora lo potevo usare per lavorare. Poi ne ho parlato con i miei Amici, almeno tali credevo fossero. Ho fatto vedere loro l’oggetto, non lo avessi mai fatto, e loro hanno detto che era in buono stato e nonostante questo mi hanno lasciato senza parole. Lo hanno preso, lo hanno smontato, quando io non c’ero e quando sono tornato ho visto quello che avevano lasciato. Ormai era inutilizzabile ed io privo di protezione. Non sapevo che fare, che dire. A chi chiedere aiuto. Mi devo tenere l’ingiustizia o che fare? Non ho permessi nè altro, solo la voglia di lavorare e denunce, certo, non ne posso fare. "Ma io…io vado, glielo devo dire, le parti che mi hanno preso me le devono restituire. Anche se mi ammazzano…" – "Fermo, che vuoi fare? Lascia stare. Non ne vale la pena, la tua vita vale molto di più e anche a questo c’è rimedio".

Quando ti parlano di un’ingiustizia subita per troppa fiducia, data a chi non la merita, viene sempre in mente una frase: "bisogna stare attenti a chi si da la propria fiducia". Ma voi mi sapete spiegare a chi si deve dare fiducia e a chi no? Esiste una scala della fiducia? Un prototipo di persona a cui si può offrire incondizionatamente o qualcuno a cui per nessuna ragione la si deve dare? Avere gli occhi vicini o distanti, i capelli lunghi o corti? Parlare un dialetto piuttosto che un altro? Parlare correttamente l’italiano? Avere la fronte ampia e spaziosa? I piedi piatti? Le gambe storte? Il naso alla francese? Il naso aquilino o "a-quilone"? Essere bassi? Grassi? Magri? Avere le labbra carnose o sottili? Il labbro all’insù o è meglio "all’ingiù"? L’alluce valgo (questo è già più difficile da valutare – quindi potrebbe essere un indice – ma non era l’alluce valgo? ora anche l’indice?) Orecchie a sventola? Mascelle prominenti? Viso tondo o allungato? Barba o baffi (preferibilmente per gli uomini)? E per par condicio, seno abbondante, piccolo o medio (preferibilmente per le donne)? Occhi a mandorla o a noce o eventualmente a nocciolina? Gambe lunghe o gambe corte (ecco questo nelle credenze popolari potrebbe essere indice di…)? Alti? Mori? Biondi? Rossi? Anche se al giorno d’oggi le tinte sono suscettibili di cambiamenti. Bhè se per questo anche parti fisiche possono essere sostituite senza grande "sofferenza". Insomma, le caratteristiche fisiche ci possono illuminare? Possono essere quell’elemento che ci garantisce contro i danni da “concessione di fiducia incondizionata”? C’è ancora chi dice: “sbagliando si impara?” – E anche questo mi appare strano anche se in certi casi è vero e giusto, ma in caso di fiducia vale davvero?

Come faccio a scegliere a quale “lupo” parlare con il cuore in mano? Ma qui il problema è ben più grave. Chi viene da lontano ed è solo, come deve fare per poter vivere e non diventare a sua volta “lupo” a furia di prendere “mazzate”? Forse questo non accadrà per la grande fede che hanno, visto che il ragazzo è andato via dicendo “Dio è grande…vede tutto” ma…in ogni caso proporrei una “Caccia al lupo” – Non fatta di violenza ma di collaborazione reciproca…sogno o realtà possibile?

 “ una formica è solo una formica, uno zero una nullità. Su coraggio coraggio passiamoci il messaggio al nostro lavoro unite il vostro coro un’altra si aggrega un’altra si fa sotto e già siamo un gruppo, insieme siamo otto formiche, l’esempio è trascinante per altre formiche che portano altrettante formiche che vengono in aiuto di altre formiche crescendo ogni minuto in lieto fermento diventano già cento formiche…son mille duemila, son tutte le formiche che esistono ,corrono, le montagne smuovono, e insieme esistono, sgobbano, le montagne smuovono, e insieme esistono, lottano, le montagne smuovono…e insieme siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ” Gg

 

si può cambiare il mondo
solo con il plurale
non c’e’ voluto molto
per fare il conto che
questo plurale e’ fatto
di tanti singolari
tutti quanti vicini
e tutti quanti uguali
e più son proprio uguali
più seguono l’idea che
tanto per cambiare
e’ sempre quella giusta
del resto forse e’ vero
che chi segue l’idea
spesso nella sua testa
 

 

Tu CHI sei?

Cosa PENSI?  

Hai IDEE?

 

non ne ha nemmeno una
e incontri troppo spesso
chi si sente qualcuno
solo se e’ in mezzo a tanti
nessuno come lui
e allora son tornato
di corsa sul mio ramo
solo sulla mia pancia
a scrivere canzoni
se la gente le vuole
le canto volentieri
se non le vorrà piu’
le canterò agli amici
c’e’ tanta gente giusta
quando non e’ nel mucchio

 

 

Chiunque TU sia, per TE io ho un sorriso,

 

07 – 07 – 07  Gg

Che giornata. Partiamo dal presupposto che stanotte non riuscivo a prendere sonno. E quando ci sono riuscita, credo di aver sognato tutto il tempo, anche se, non mi ricordo nulla. Ovvio. Ieri sera ho messo la sveglia, cosa che non faccio mai, tanto mi sveglio sempre prima del suono “rompi – orecchie”. In ogni caso, mentre dormivo, d’improvviso mi sveglio. Scoraggiata guardo la sveglia pensando sia già ora di alzarsi. Ma…erano le quattro e qua già si vede che non sono normale. Ho esultato: “sì, si dorme ancora”. E dalle  4 alle 6.45 ho dormito un amore. Dopo le mie vicissitudini notturne e dopo aver fatto colazione (questa non manca mai) sono uscita e innanzitutto sono andata a dare una risposta ad una persona che aspettava me e poi ho continuato i miei giri lavorativi. E da qui parte la storia quando…

Tutta una questione di Fumo (reporter per caso)

Salgo in auto.  Direzione: casa. I finestrini spalancati, la radio che suona, ogni tanto gli speaker che parlano e vi risparmio il quiz di stamattina, a cui ho trovato la soluzione anche io tanto era semplice. Un ragazzo in vespa davanti a me (un attimo prima era dietro di me e poi all’improvviso, allo stop, mi ha superato da destra), con il suo bel casco blu e davanti altre due auto. Comincio ad affrontare le curve della strada di montagna (vabbè, collinetta) che mi accompagna a casa ogni giorno e d’improvviso vedo, il ragazzo sulla vespa che si alza in piedi. Le auto davanti che rallentano e tentennano prima di fermarsi e poi lo vedo anche io: il fumo! Una coltre di fumo, direte voi: nero. Sbagliato. Fumo bianco e marrone. Invadeva la strada e non si vedeva nulla. Sembrava quasi che una nuvola si fosse appoggiata sulla strada. Non conoscendo l’origine di quel fumo sarebbe stato uno spettacolo meraviglioso. E invece, altro non era che il fumo derivante dalla vegetazione bruciata…ma che bruciata…lapidata…ma che lapidata…arrostita…ma che arrostita… D I S T R U T T A !!! Dall’uomo? Chissà…Dalla natura? Mah, ho qualche dubbio. Vabbè, comunque… Ero a cinque minuti da casa e…voilà: inversione di marcia. Un’auto alla volta, abbiamo fatto manovra e siamo tornati giù. Tranquilli, qua in montagna siamo evoluti, abbiamo addirittura due strade. Lo so questa è una rivelazione che nessuno si sarebbe mai aspettata, ma io la faccio a voi in tutta confidenza e mi raccomando non divulgate la notizia. L’altra strada, è divertente, vabbè, non esageriamo, ha le curve a gomito storto e oltre le curve, sul quasi rettilineo,  le auto ferme ai bordi della strada con conducente e “navigatore”, abbastanza navigati, insomma impegnati in attività, come dire “compromettenti” in pieno giorno! E ho detto tutto. Comunque la storia non finisce qui. Ora arriva il bello. Dovevo fare le foto al fumo. Lo spirito della giornalista che alberga in me voleva le foto e così superate le auto in sosta, ho cercato un po’ di spazio dove accostare e un punto da dove si vedesse l’altra strada con il fumo.  Trovato. Immaginate la scena. Una strada con a sinistra una sorta di pineta, a destra il guardrail con il dirupo, la terra e gli alberi, l’erba secca tutto intorno e visto che erano le 13.00, un sole che come direbbe qualcuno “spaccava le pietre”. Prendo la mia fidata fotocamera. Lascio l’auto in moto e scendo.  Là mi rendo conto della situazione. Avete presente il deserto. Ecco, molto simile. Afa, erba secca e nessuno intorno. Il mio primo pensiero è andato agli animali, come dire, selvatici, soprattutto a quelli che non hanno le zampe, avete presente quelli con la linguetta di fuori? Quelli che strisciano. Ora, avete capito? Mi sono guardata intorno con fare furtivo e ho sperato. Ho scattato due foto, dico due e poi qua l’ho fatta grande. Tanto mi tremavano le orecchie che alla velocità della luce ho aperto lo sportello sinistro e … non sono salita in auto. No, sono saltata dentro a piè pari. E non scherzo. Mi è venuto spontaneo e ancora non so come ho fatto. Vabbè che non sono tanto alta, però…Ho chiuso lo sportello e via… A casa con le due foto e con un articolo come dire…fumante!

Ecco questa la mia mezza giornata…il resto, sono buona (ma chi io?) vabbè, ve lo risparmio!

Dal Far West è tutto, la vostra reporter Gg, vi lascia con un sorriso a orecchie tremanti :O)

 

 

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

maplesexylove

_Fall in love with style_

" i cunti"

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LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

Diabetic World Traveler

¿Quién dijo que la diabetes fuera un límite? Que nada te impida perseguir tus sueños...

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Se Laura fosse stata la moglie di Petrarca, pensate che lui le avrebbe dedicato sonetti tutta la vita? George Byron

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Nella citta’ della moda e degli aperitivi....e in un mondo dove se non ti sposi e non fai figli ti considerano «strana» come sopravvive una single?

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La ricerca e i suoi protagonisti

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Un blog dinamico per i veri appassionati di ciclismo.

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