Archivio mensile:gennaio 2014

Non è semplice essere “quello che si è” ma molto più difficilè è cercare di essere “quello che non si è” …

Non è semplice essere “quello che si è” ma molto più difficilè è cercare di essere “quello che non si è” …

Supermen Ascensore

Ogni giorno, cerchiamo di mantenere un certo “tenore”. Uno standard di vita. Così lo chiamiamo. Ma, in poche parole vuol dire che siamo esattamente come dovremmo apparire per “essere accettati” dai nostri simili.

Questo non si fa. Questo “sembra brutto”. Chissà cosa potrebbero pensare.

E vivendo in questo mondo, irreale, perchè è irreale, finiamo per indossare i panni di chi non siamo. Ci spogliamo di noi stessi e mostriamo al mondo quel che il mondo crede sia giusto.

In questo modo, però, facciamo un duplice torto. A noi, perchè ci impediamo di manifestare la nostra bellezza. Perchè non è detto che essere diversi significhi essere brutti ma solo essere “particolari”. Una novità, in un mondo di “simili”. E badate bene, ho detto “simili”. Non uguali. Non esistono, neanche i gemelli, persone completamente uguali. Il secondo torto, lo facciamo al resto del mondo. Perchè comportandoci “come fanno tutti”, precludiamo a chiunque altro, l’opportunità di conoscere qualcosa di diverso. Qualcuno che, in realtà li potrebbe arricchire.

Sì, credetemi. La differenza arrichisce. Il tentativo di uguaglianza, invece, non solo impoverisce ma soprattutto umilia, senza possibilità di scampo. Io sono e voglio continuare ad essere. La mia vita è importante e gli occhi di chi giudica il mio percorso sbagliato, non necessariamente stanno vedendo la realtà.

A ognuno il suo mondo. In questo mondo per crescere insieme senza maschere. Differenti lo siamo e allora, mostrimoci per quel che siamo ne guadagneremo in libertà e sorriso. Parola di Gg

Tratto da l’ECODICASERTA.IT

Non è il mezzo ad essere sbagliato ma l’uso che se ne fa. Siamo nel periodo in cui i socialnetwork stanno assorbendo completamente le nostre giornate. Non abbiamo più tempo per nulla perchè dobbiamo essere “connessi”.

“Connessi!?!?” Connessi a cosa? E intanto cosa stiamo perdendo? Stiamo sicuramente perdendo di vista l’essenziale. I rapporti interpersonali, quelli fatti di contatti fisici, si stanno perdendo. Sono sublimati da questo virtualismo esistenziale che ci avviluppa mentre noi, non ce ne accorgiamo. Siamo un tutt’uno cono le tastiere dei pc e degli smartphone.

Però. Sì c’è un però grande quanto una casa. Innanzitutto, non solo i socialnetwork ci stanno estraniando dal quotidiano ma anche whatsapp, viber e quant’altro. Una serie illimitata di messaggini che ci annunciano “quello che sta facendo il nostro vicino. Il nostro collega. Il medico che ci ha in cura. La maestra. Sì. Ci manca poco e le maestre cominceranno a messaggiare con i propri alunni”.

Dicevo che c’è un però. La tecnologia non è sbagliata. I socialnetwork e tutti i mezzi di comunicazione virtuale non sono sbagliati. Tutto dipende da come li usiamo. Proprio ieri, mentre passeggiavo, tra un raggio di sole e una goccia di pioggia, ho incontrato una signora sulla soglia di casa. Mi ha fermato e ha cominciato a parlare. Mi ha parlato di tutto. Dei suoi acciacchi. Del marito. Della figlia. Delle nipoti. La scuola. I 18 anni. Le soddisfazioni. Il figlio. Il fatto che non vuole saperne di sposarsi, nonostante l’età avanzi. “Quello era fidanzato – mi ha raccontato la buona donna, così la devo definire, perchè mi ha aperto gli occhi e lo ha fatto con la spontaneità di una donna di paese – ma lei abitava lontana. Lui si sarebbe dovuto trasferire. E noi saremmo rimasti soli. Però, forse neanche era una grande persona lei. Comunque, parlava già di matrimonio ma mio figlio ci ha pensato bene e l’ha lasciata. Ora, però non ne vuole sapere proprio e se gli dici qualcosa, si arrabbia anche”.

Ecco. Immaginate quante persone anziane sole esistono. Persone che hanno voglia di parlare. Comunicare. Ma con chi? I figli lavorano la maggior parte del tempo. I coniugi o non ci sono e sono impegnati in altro e si trovano soli. La maggior parte di loro neanche sa cos’è la rete. Internet neanche a parlarne. “Feissbuk”? Peggio che andar di notte. Però, immaginatevi noi, “ragazzi di oggi” proiettati nel futuro, quanto siamo diversi. Se saremo soli nelle nostre case, basterà accendere il pc per collegarsi col mondo e riprendere a vivere. Fare vita sociale. Scambiarsi canzoni. Frasi e soprattutto incoraggiamenti. Insomma. Tutto ha un certo sapore. Ogni cosa un valore. Noi, siamo esseri sociali. Il punto è trovare un equilibrio. Avere la possibilità di scambiare idee, non solo virtualmente ma anche uscendo semplicemente per strada.

Mi piace credere che, in un certo senso la tecnologia ci aiuti a vedere quello che c’è “fuori dalla porta di casa” non per lasciarlo fuori e viverlo da dentro ma per avvertire quel profondo desiderio di aprire la porta. Uscire di casa e a braccia spalancate dire al mondo “eccomi ci sono anch’io” – a quel punto basterebbe anche solo una persona di quel mondo che aprisse le braccia e con foga ci riempisse di quell’amore disinteressato che va oltre ogni cosa.

Utopia? Sogno? No. Realtà possibile se noi la trasformiamo fin da ora. Parola di Gg

articolo tratto da ECODICASERTA.IT

ai lov feisbuk

Quando il “NO” è salutare

Talvolta è più facile dire “Sì” che “NO” ma dire NO, talvolta equivale a una forma d’AMORE ben più grande che solo il tempo ci aiuterà a comprendere… per ora, quindi, feliceMente dico “NO” … con tutto l’AMORE che ho :O)

Indigestione d’Amore? Ecco a voi la soluzione

Indigestione d'Amore? Ecco a voi la soluzione

Dall’amore alla passione il passo è breve. Ma ben più complicato è passare dalla passione all’amore.Specialmente se uno dei due soggetti non sa dare sapore all’amore. Eppure l’amore è L’unico vero gusto che possiamo attribuire a questa vita e goderne e invece, sembra quasi che ogni volta che si avvicina noi siamo troppo impegnati in una “cattiva digestione”…
Io, da oggi, ho deciso di respingere il “non amore”, perchè lo so che non è facile ma è l’unica strada da percorrere per poter essere FELICI e SERENI…

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

maplesexylove

_Fall in love with style_

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LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

Diabetic World Traveler

¿Quién dijo que la diabetes fuera un límite? Que nada te impida perseguir tus sueños...

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