Questa estate pensavo di fare una normale vacanza, invece …


Q
uesta estate pensavo di fare una normale vacanza. Mi sono trovata a fare un VIAGGIO. Un VIAGGIO di scoperta. Scoperta del luogo dove sono stata. Scoperta delle persone che ho incontrato. Ma, soprattutto scoperta di ME STESSA. Sono tornata a casa con un bagaglio più carico di quando sono partita. Ma non erano vestiti. Era “solo” la mia “consapevolezza”. Sono diversa. Mi sento diversa. Sorrido di più (sì è possibile :D) mi sento più leggera (e non parlo del peso fisico) più LIBERA o se volete, semplicemente LIBERA. Soprattutto FELICE. Carica di SPERANZA ma non quella che conduce all’ILLUSIONE ma quella che ti fa essere OTTIMISTA con realismo. Sono PROPOSITIVA. Sono “diventata ordinata” ma soprattutto mi sento CAMBIATA. Sono totalmente cambiata. Sono SERENA, più SERENA … e ho portato con me una STORIA ricca di personaggi  (il problema è trascriverla eh eh) … ho visto persone di diverse etnie convivere pacificamente. Ho visto persone mano nella mano, ho visto coppie, famiglie, persone “da sole” a scrivere racconti, storie, ovunque, sui prati, su una panchina, su un ponte, all’aeroporto. Ho parlato il linguaggio “del silenzio”.

Ho visto l’ordine, nonostante le diversità. Ho visto capelli di ogni colore. Ho visto occhi che non si stupivano. Ho visto calore, nonostante il “freddo”. Ho respirato gentilezza. Talvolta curiosità, ma era più la mia. Ho “sentito” un mondo in cui da sempre spero, possibile. Un mondo realizzabile. Ho visto bagni lindi, a ogni angolo. Ho visto gente che lavora col sorriso. Ho visto anche gente che parlava una sola lingua e questo è male … E’ necessario conoscere e parlare più lingue per non sentirsi isolati. Per capire e per farsi capire. Ho visto forme d’arte esprimersi in ogni modo e in ogni momento. Ho visto biciclette e pedoni circolare in libertà, senza correre il rischio di trovarsi travolti da un’auto, ho visto semafori in cui il giallo non indica solo “sta arrivando il rosso” ma anche “sta per arrivare il verde” … Ho salvato un libro “abbandonato”, in una piccola, in apparenza, ma carinissima libreria. Scritto in tedesco. “Il cammino di Santiago”. Ma un giorno saprò il tedesco, e lo potrò leggere anche in tedesco. Questo è il mio proposito, visto che sono sicura, tornerò nel luogo dove è cominciato il mio cambiamento … E ora so anche qual è il lavoro che fa per me (lo sapevo già, però … rinfrescarsi la memoria non fa mai male).

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Pubblicato il settembre 10, 2014, in GIULIA con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Semplicemente meraviglioso ciò che racconti. Esperienza che ti ha regalato dei buoni frutti . Sono contenta per te. 🙂

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