Non si accettano miracoli

A dir la verità, avevo voglia di stare insieme ai miei amici e godermi un film leggero, facendomi quattro sane risate. Così quando mi hanno proposto di andare a vedere “si accettano miracoli” ho accettato, contenta. Premetto che non amo andare al cinema, ma ogni tanto non “mi dispiace”. Comunque. Era la domenica precedente l’epifania. C’era una marea di gente e così non solo abbiamo preso in anticipo i biglietti, aggiungendo al prezzo normale €1 di prevendita ma siamo arrivati nel multicinema un’ora prima. Con i miei amici, volevamo passare un pò di tempo insieme a chiaccherare. E così è stato. Abbiamo scherzato, giocato. Qualcuno ha comprato da mangiare e ha mangiato. Abbiamo fatto “selfie” irrefrenabili. Ma non ci hanno fatto accedere nella sala per vedere il film che avrebbe dovuto essere proiettato alle 21. Ricordo ancora le parole della mia amica Irene: “sì andiamo, però non facciamo troppo tardi, sennò mi addormento”. Per la serie “le ultime parole famose”. Manca poco alle 21 e le persone cominciano ad avvicinarsi alla sala. La calca aumenta ma … le porte non si aprono. Si diffonde una voce: “lo spettacolo inizia alle 21.45”. Ed io che pensavo che solo “trenitalia” fosse causa di ritardi. Eh no. Anche al cinema, a quanto pare, i film hanno un margine di ritardo. Ma stiamo scherzando? Non ci posso credere. Siamo ancora tutti attoniti. Assurdo. Comunque, non ci creiamo nessun problema. Con i miei amici ci spostiamo all’esterno del multisala mentre Domenico finisce i popcorn che voleva consumare durante la visione dl film. Ci mettiamo a giocare a “biliardino”. Un paio di partite finchè non arriva un bambino con il papà che domanda “state giocando?” – che dire. Ok, no. Abbiamo lasciato il campo da gioco e siamo ritornati in “sala d’attesa”. 22.45 finalmente entriamo in sala. Ci accomodiamo e inzia il film. Per quanto non ami andare al cinema, perchè non puoi parlare. Ognuno è come se fosse un’entità a se stante. Amo il grande schermo. Mi piace vedere tutta quella gente che si gode lo spettacolo. Tante persone una accanto all’altra che neanche si conoscono…Ops…Comunque, dicevo, inizia il film e … Siani comincia a fare il “simpatico”. Con me c’era anche la mia collega. A lei è piaciuto tanto il film. A me non tanto anche se nessuno mi crede perchè ho riso dall’inizio alla fine. Ogni cosa che accadeva mi ricordava il mio ambiente di lavoro e quindi era un continuo “gioco” con la mia collega. Irene, invece, continuava a stupirsi, visto che ridevo anche quando, all’apparenza, non c’era motivo. Comunque credo che la nostra Italia dia possibilità di lavoro a chi non le merita. Poteva essere bella l’idea del film ma, secondo me è stata trattata in maniera “approssimativa”. Un’accozzaglia di battute e di “prese in giro” senza sosta. Inoltre di temi ce ne erano tanti. Dalla ragazza non vedente che ha fatto scoprire, non si sa come, a Siani i profumi. I ragazzini orfani che, nonostante le difficoltà, se la sanno cavare ma anche questo è lasciato all’immaginazione e soprattutto, mi spiegate come è possibile che di due fratelli, uno ha l’accento del nord e un altro ha l’accento del sud? Peccato. Perchè io “i miracoli” non solo li accetto ma li vedo in ogni momento di questa vita. Ogni essere che nasce, vegetale o animale che sia, per me è un miracolo ma in questo film il “miracolo” qual è? Mi piacerebbe suggerire a chi produce film di guardarsi un pò in giro e di scoprire tutti quei talenti che, ovunque, saprebbero realizzare opere di maggiore spessore, molto più divertenti ma che non sanno da che parte “sbattersi” perchè per loro, tutte le porte sono chiuse. Aprite le porte alla creatività vera. Menzione di Dio. Questo sì sarebbe un gran miracolo. Parola di Gg

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Pubblicato il gennaio 13, 2015, in Pellicole con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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