Archivi categoria: Curiosità

Quando ti abitui a guardare il mondo con cento occhi

Con la lettura ci si abitua a guardare il mondo con cento occhi, anziché con due soli, e a sentire nella propria testa cento pensieri diversi, anziché uno solo. Si diventa consapevoli di se stessi e degli altri. Gli uomini senza la lettura non conoscono che una piccolissima parte delle cose che potrebbero conoscere. La lettura può dare cento, mille vite diverse ed una sapienza ed un dominio sulle cose del mondo che appartengono solo agli dei.

Sebastiano Vassalli

Qualcuno forse, si chiederà che attinenza c’è tra il peniero di Vassalli e la foto, o forse no … 🙂

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…Ma ci stai provando?

Ci sono poesie che nascono un sorso dopo l’altro …

Buona sera a chi sogna. A chi Ama. A chi Vive.

Ma soprattuto a chi “ci prova” 😀

Gira che ti rigira la frittata

Ottobre il mese più dolce … ascolta …

Ascolta Ottobre di Carmen Consoli reinterpretata all mia voce …

Ottobre …

Ottobre era il mese più dolce
i baci e le carezze sotto l’albero di limone
l’uva era la nostra refurtiva preferita,
la vendemmia una sacrosanta tradizione di famiglia.

Ottobre era il mese migliore per scorgere i tramonti
che infuocavano l’orizzonte.
Trafelate ci alzavamo e con disinvoltura rientravamo in scena
con le gote rosse ed una buona scusa.

Quel crocevia, un’imminente decisione da prendere
piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno
fosse stato il prezzo della libertà.

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà
Lasciare tutto e accontentarsi di niente
già bastava il fatto in sé di esistere
Riaprire gli occhi e lasciarsi sorprendere…

Ottobre infinito candore
la nostra adolescenza appesa ai moti altalenanti del cuore
La fuga diventava unica e sola via d’uscita,
un tuffo al buio necessario negli abissi di una nuova vita

Quel crocevia, un’imminente decisione da prendere
piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno
fosse stato il prezzo della libertà

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà,
lasciare tutto e accontentarsi di niente
dare voce a una nascente identità
Il paradiso poteva anche attendere

Attendere…

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà,
lasciare tutto e accontentarsi di niente
dare voce a una nascente identità
Quel paradiso poteva anche attendere
Dovevamo ancora cominciare a vivere…

Venere, la mia prima volta

riso venere

Di Venere e di Marte non si sposa nè si parte. A parte che al giorno d’oggi non si bada più al giorno. Che sia finita l’era della superstizione? No, non credo. Diciamo che la superstizione resta tale finchè non cozza con i progetti personali e allora si sfida anche la sorte. Scherzi a parte, per me, Venere oggi è stata una scoperta. Venere, il riso nero. Era qualche giorno che leggevo su internet delle proprietà di questo riso. Contiene fosforo, magnesio. Aiuta a regolare i livelli della glicemia. Tende a ridurre la pressione e il colesterolo cattivo. E’ ricco di fibre. Insomma, una fonte di salute. E così, lo scorso venerdì l’ho visto in un negozio e senza pensarci un attimo, l’ho acquistato. Oggi è così finito nel mio piatto, con accanto un’insalata di mare, peperoni “allampati” conditi con capperi, acciughe e una spolverata di pangrattato, un’insalatina fresca composta da carotine, insalata belga, pomodorini verdi e sedano e il mio pranzo è stato saporito e sfizioso. Eh sì è stata proprio la mia prima volta col riso Venere e di sicuro, non sarà l’ultima. Pare anche che sia afrodisiaco … A ognuno la sua motivazione per provare il “nero” in tavola. Buon appetito e buona serata. Gg

Quel che è stato, è stato. Oggi è un altro giorno. O no?

Che delusione! Che brutto iniziare così un racconto. Eppure è quello che ho provato. Anche la delusione è parte della vita. Una piccola parte, grazie al cielo ma esiste. Ieri sera sono stata dopo anni al ristorante cinese. Lo so che molti di voi faranno una faccia schifata pensando a quello che si può trovare nel piatto. Riso. Spaghetti. Gamberi. Pollo. Involtini primavera. Mandorle. Fette di limone. Salsa di soia. Olio. La maggior parte delle pietanze sono fritte. Però, una volta si può fare. Erano anni che non andavo. Eppure un tempo era un appuntamento fisso. Con i miei amici di allora, ne ho girati tanti, a partire da quel giorno di San Patrizio in cui la mia amica disse “io non andrò mai al ristorante cinese”. Lo ricordo come se fosse ieri. Eravamo sedute sulle scale di una chiesa. La “nostra” chiesa. Quella che ci ha fatte incontrare. Scontrare. Crescere. Abbiamo provato. Primo ristorante cinese. Un divertimento unico. Pietanze ignote. Strane. Le bacchette. Quelle che ci facevano intrecciare le dita. La condivisione dei piatti. Abbiamo provato tutto, o quasi. Abbiamo riso, tanto. Involtini primavera. Riso alla cantonese. Pollo alle mandorle. E poi a quelle due amiche si sono aggregati altri amici. E in tanti diventa ancora di più una festa. L’importante è, essere affiatati. Comprendersi. Avere la voglia di sperimentare. Provare. Giocare. Perchè in fondo per noi italiani, mangiare cibo cinese è un gioco piacevole. La cucina italiana, si sa, non ha eguali. Il senso non è “andiamo a mangiare” ma “andiamo a divertirci”. Lo so, avete ragione, col cibo non si gioca. Ma il gioco è proprio assaporare. Sgranare gli occhi insieme. Assaggiare. Non comprendere il gusto. Riprovare. Guardarsi negli occhi e scoppiare a ridere. Forse i tempi cambiano. Forse il ristorante di ieri sera non era il massimo, e questa è una certezza. Era pessimo. Sia per il cibo che per la struttura. Era “freddo”. Sembrava un “fast food” più che un ristorante di quelli che “piacciono a me”. Forse i cellulari sono diventati troppo protagonisti di questa vita e si perde più tempo a rispondere, a scattare foto a cercare “qualcun altro” piuttosto che godersi un momento INSIEME. Forse… Troppi forse che rubano “istanti preziosi”. Che delusione! Penso che non andrò più al ristorante cinese. Credo ricorderò i giochi fatti in passato e li custodirò nel profondo. Ecco, e questo mi sembra un grande pensiero felice. Quel che è stato è stato. Oggi è un altro giorno. Gg

 

E’ arrivato il momento di spostare l’elefante

Se davanti a te vedi tutto grigio…sposta l’elefante (proverbio indiano)

Tutta una questione di dita …

A ognuno la sua visione

…iovadoaguardarelestelle…

In principio…le pulci

Ognuno chiede quello che può …

Ma la condivisione è il principio della Vita. Gg

Tutta questione di geometrie

La stima è una cosa. La reverenza ne è un’altra. Finchè il predominio sarà della seconda, il mondo avrà una pessima inclinazione … buon sabato a tutti NOI

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

maplesexylove

_Fall in love with style_

" i cunti"

Racconti e conversazioni dal Salento

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

Diabetic World Traveler

¿Quién dijo que la diabetes fuera un límite? Que nada te impida perseguir tus sueños...

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Mi ci mancava solo il Blog

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Si finisce sempre per dare il bacio della buonanotte alla persona sbagliata. Arthur Bloch

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Nella citta’ della moda e degli aperitivi....e in un mondo dove se non ti sposi e non fai figli ti considerano «strana» come sopravvive una single?

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