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E questa sì che è la vera differenza

 

Esserci. Questo fa la differenza. Gg

Somministratelo con cautela …

sogno

Silenzio!

Il sogno sta riposando, pazientate ragazzi che prima o poi il sogno si risveglia, e avrà un tale appetito che si vedrà costretto a rimettersi in viaggio per procurarsi il nutrimento neccessario ed essere pronto a confrontarsi con qualunque tipo di realtà.

E’ giusto! E’ pagato per questo! Per cavarsela però avrà bisogno di essere creduto e sostenuto, perchè comunque vada possa contare sulla vostra determinazione.

Osservatelo bene e scoprirete che vi somiglia assai.

La ragione è chiara, siete voi che lo avete voluto così, voi che gli avete impresso questi connotati.

Peso e statura pari ai vostri desideri e alle vostre ambizioni, e quindi crescetelo bene, non fategli mancare nulla, e quando il vostro viso sarà disseminato di rughe, la vostra anima al contrario sarà ancora fresca e capace di slanci, ciò vorrà dire che avete lavorato bene.

Pertanto tenetelo lontano da agenti inquinanti, primo fra tutti la gelosia.

Somministratelo con cautela per evitare effetti indesiderati come l’abitudine, e nel caso foste sprovvisti di un sogno affrettatevi a procurarvene uno, perchè vivere senza, è come vivere….

……in bianco e nero!!!

(Renato Zero)

Lo sapevi che Leonardo Da Vinci …

Provare per credere ma … quanti di voi sapevano che Leonardo Da Vinci scriveva favole? Brevi racconti aventi per soggetto la natura, animata o inanimata. E in ogni favola un insegnamento per la vita. Io non lo sapevo. L’ho scoperto grazie a una ragazza incontrata per caso a Caserta qualche tempo fa, di nome, neanche a farlo apposta, Giovanna … ve ne parlerò meglio ma intanto ascoltate questa favola. Parole di Leonardo Da Vinci … voce di Giovanna Giaquinto:

11 settembre 2009 ore 17 e 20 minuti inizia il più bel sogno della tua vita: la realtà!!!!

 

Comincia una nuova VITA

 

In una città della bassa Campania, nell’undicesimo giorno del mese di settembre, alle ore 17 e 20 minuti, nasce Marisa. La famiglia esulta. Tutti corrono a destra, a sinistra, qualcuno al centro. Nessuno e ripeto nessuno riesce a stare fermo. L’emozione si è fatta strada lungo tutto l’arco della giornata ed è esplosa nel pomeriggio portando lo scompiglio un pò ovunque.

Accade, così, che nelle sfere basse della terra, quelle dove camminano gli esseri viventi più piccoli e indifesi: formiche, coccinelle, grilli, ragnetti, e tutti i piccoli animali che, risentono direttamente e indirettamente di ciò che accade nella vita del mondo di "lassù", per intenderci, il mondo degli uomini, arriva la notizia di una bimba portatrice di sogni.

Si diffonde la notizia di foglia in foglia, di ramo in ramo, fino a giungere alle alte sfere del cielo, dove regnano incontrastati uccelli e nuvole di gioia. Le nuvole, subito, improvvisano una danza allegra a suon di gocce di pioggia e impercettibili fiocchi di neve, un pizzico di vento e poi, entra in scena lui, il sole che con i suoi raggi illumina tutta la zona. Le formiche cominciano a preparare i loro doni per la bimba dei sogni e così vanno alla ricerca di tutto ciò che reputano utile ed indispensabile per realizzare un dono degno della nuova bimba. Il grillo già si sfrega le zampine, pronto a diventare il saggio della storia, quello pronto a vegliare sulla bambina affinchè prenda sempre le decisioni più felici. Questo sì che è un grillo come si deve.

La coccinella, intanto, che fa? La coccinella, mentre gli altri stanno ancora decidendo come organizzarsi, si incammina, decisa a raggiungere la culla della bambina. Questa la sua intenzione: "non le dirò nulla, semplicemente, le starò accanto, non tanto per portarle fortuna quanto per donarle ogni giorno un sorriso, un colore nuovo e farle attraversare l’arcobaleno". Eccola che cammina lungo i sentieri più ardui senza sentire la fatica ma ridendo al pensiero della nuova vita che già l’aspetta.

Intanto, le formiche raccolgono briciole, residui di cibo, piccoli resti di oggetti abbandonati. Accumulano ogni cosa con entusiasmo in uno spiazzale e quando finiscono e si rendono conto che quel mucchio di oggetti raccolto con tanto amore non sarà mai un gran regalo per la bimba, cominciano a piangere. "Questa non va bene. Questa non serve a niente. Questo? Che roba è? Non c’è nulla che possa fare al caso nostro". Credono di essere inutili, di non poter arricchire la vita della bambina dei sogni. Diventano sempre più tristi, finchè un millepiedi non arriva dal suo primo viaggio in un negozio di scarpe usate. Vede le formiche disperate e chiede spiegazioni. Rosina, allora, la formica più ciarliera, racconta ogni cosa.

Il millepiedi scoppia a ridere dicendo "ma cosa state combinando? Non c’è bisogno di regalare nulla alla nuova venuta. Il vostro entusiasmo è già il dono più bello. Se volete regalarle qualcosa, portatele ogni giorno allegria e visto che è la bambina dei sogni andate nel suo mondo incantato dove la realtà è fantasia e cantatele una canzone al sapore di fragole e lamponi, raccontatele una storia ad ali aperte, portatele colori incandescenti, un assaggio di cielo, un gomitolo di nuvole, un fiore saltellante, fischiate una dolce melodia, rimbalzate, starnutite, insomma regalatele un mondo fatto di magia e di sogni divertenti".

Le formiche si rianimano a sentire quelle parole. Con nuovo entusiasmo si tuffano a capofitto in un mare di possibilità. Qualcuna di loro, non sapendo nuotare, afferra la sua canna da pesca e prova a tirarla verso il cielo. "Colpita". E’ così che si è accesa la prima stella, poi, altre dieci, cento, mille stelle che illuminano in cielo una strada di desideri.

Marisa, la bambina dei sogni, che ancora non conosce nulla della vita, fa il suo primo sogno nel quale vede un mondo che le piace molto, fatto di esseri buffi e allegri. Ciò che vede le piace così tanto che da questo sogno in poi, ogni volta che aprirà gli occhi riderà di gusto, proprio come sta facendo ora. La famiglia rimane stupefatta "è incredibile, già ride! è un miracolo". In fondo loro non sanno ciò che sappiamo noi.

Marisa è la bambina dei sogni e in essi c’è la realtà che l’aspetta fatta di sorrisi, risate, allegria e tanto entusiasmo. Mi raccomando, però, non raccontate in giro questa storia. Potrebbero non credervi. Acqua in bocca e sogni in tasca. Non dimenticate mai che la vita che inizia ora è un sogno. Il più bel sogno della nostra vita perchè è la realtà.


 

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E’ UN GIORNO SPECIALE

 
… perchè a volte i desideri diventano realtà…
 
 
  
 
"i regali più grandi sono quelli
che parlano delle persone che AMI"
 
e impari …
 
"quanto è bella e grandiosa la semplicità"
 
 
"NON CONTARE GLI ANNI MA I RICORDI"
 
 

 

 

“Mi disse che da lei te n’eri andato,

ed a lui mi volesti rammentar;

lei poi mi diede il mio certificato

dicendomi: ma tu non sai nuotar.

Egli poi disse che non ero andato

(e non si può negar, chi non lo sa?)

e se il negozio sarà maturato,

oh dimmi allor di te che mai sarà?

Una a lei diedi, ed essi due le diero,

tu me ne desti tre, fors’anche più;

ma tutte si rinvennero, — o mistero!

ed eran tutte mie, non lo sai tu?

Se lei ed io per caso in questo affare

misterioso involti ci vedrem,

egli ha fiducia d’esser liberato

e con noi stare finalmente insiem.

Ho questa idea che prima dell’accesso,

(già tu sai che un accesso la colpì),

un ostacol per lui, per noi, per esso

fosti tu solo in quel fatale dì.

Ch’egli non sappia chi lei predilige

(il segreto bisogna mantener);

sia segreto per tutti, chè qui vige

la impenetrabile legge del mister.”

 

da Alice nel paese delle meraviglie

 

 

“Vivere si può

se leggero senti il cuor

perchè oggi, io sò

che il segreto per esser sereni come un fior

non è esserci, ma non esserci

E questo nell’animo fa furor

Se io in me non son

vivo la vita e sento la passion

se in me io son, il pensiero

ruba vita al giorno intero

ed io trascinata da paure ed eventi son”

 

da Semplicesai nella vita delle meraviglie

 

 

– 0 –

[ … la domanda sorge spontanea! e ora? …]

…ora la narrazione può pure cominciare …

 

“c’era una volta, anzi c’è o forse…”

disse la nonna alla nipotina

ansiosa di ascoltare la storiellina

“dai nonna non fa niente

raccontami la storia di quando

ero piccina che è divertente”

 

“la tua mamma e il tuo papà  vivevano a milano

eh già, proprio così, e per me era tanto lontano!

chi era mai stata fuori dal piccolo paese?

tu lo sai, mancava ancora un mese,

e mi son detta “vado prima, così aiuto

la mia figliola che si deve preparare,

magari a fare delle spese”

 

eppure il caso non mi fa uno scherzo strano?

io arrivo alla stazione

e tu per la fretta nasci senza esitazione!

un mese prima.

 

scendo dal treno, lo ricordo come se fosse ieri,

nell’immensa stazione centrale,

un via vai di forestieri!

mi sentii smarrita, intimorita.

il tuo papà doveva essere là,

ad accogliermi e accompagnarmi

dalla mamma in città.

ma lui non c’era.

non per cattiva volontà,

anzi, lui era venuto alla stazione,

ma ora, so, ed è una constatazione

che i treni puntuali non sono quasi mai

e anche nel ritardo sono incostanti assai.

 

i fatti te li racconto tutti quanti:

papà era venuto all’orario stabilito

ma una voce annunciò

“il treno proveniente da napoli centrale

è in ritardo di un’oretta”

e così era corso in ospedale,

e questo mi par più che normale

ma il treno che doveva ritardare,

incredibile a dirsi, fu puntuale!

 

scesi dal treno e intorno cominciai a guardare

cosa potevo fare?

dove dovevo andare?

chi mi poteva aiutare?

un signore assai cortese

vedendomi sì smarrita

si avvicinò e mi chiese:

“signora ha bisogno di aiuto?”

gli raccontai la mia storia e lui comprese.

si infilò una mano in tasca e cominciò a cercare.

“eccolo” – dalla gioia urlò!

il tesoro ritrovato era un gettone con cui telefonare

e in quel momento il tuo papà, arrivò!

alzai le mani al cielo e dissi “semp chest me cumbin!”

lui sorridente, si avvicinò

mi prese il volto tra le mani con dolcezza

e mi annunciò: “siete diventata nonna già da un po’”

non ci potevo credere, con uno sguardo un po’ severo

chiesi conferma all’amico che era con papà

e lui rispose: “si è così, è proprio vero!”

e quel giorno non si può più scordare

il 29 maggio è nato questo fiore che si può solo  amare …

 

[ … un sorriso a tutti quanti,

e adesso il conto riparte ma da zero in avanti,

perché oggi è tempo di cambiare

e una nuova storia deve iniziare …]

  by  gg

p.s. se non si fosse capito, oggi è il mio compleanno:

sono gemelli conclamata! e’ grave? :o)

   __________________________________________________________________________________________________________________________

tratta da una storia vera (la mia)
 

– 1

“non c’è più religione!”

disse un giorno un operaio straniero al suo padrone

quando scoprì che a questo mondo c’era un’invenzione:

raccontare favole ai bambini che addormentandosi

trasformavano il proprio sogno in lezione!

 

“c’era una volta”, disse il padrone,

e la favola rapì l’operaio con intenzione.

 

dopodiché certo dell’attenzione,

riprese attentamente la narrazione:

 

c’era una volta una bambina

che, attraversando il bosco, portò la colazione

alla sua anziana nonnina

la donna viveva in una casa isolata

descritta da tutti come incantata

 

la vecchina  paura non aveva

ma alla piccina il bosco

un po’ di terrore incuteva.

 

gira la testa a destra, a manca,

d’improvviso un sussurro del vento,

per il timore, le smosse l’anca

e spaventata cadde a terra traumatizzata.

 

giunse da dietro un albero, come per magia

un vecchio lupo famelico ma dall’innata furbizia

e la paura della piccina andò via.

 

“grazie al cielo un volto amico!” ignara della sua imperizia,

gridò la bimba, avvicinandosi al lupo in amicizia.

il lupo le accarezzò i capelli con meraviglia e dovizia

e le chiese con letizia:

“dove vai bella bambina tutta sola soletta?”

 

“dalla nonnina a portarle pane in cassetta,

ciambelle dolci al miele, la cioccolata  che l’alletta

marmellata di lampone e tante altre primizie”.

 

“mamma mia che delizie!”

rispose il lupo pregustando con la sua fantasia

la marmellata di lampone non sapendo neanche cosa sia.

 

“ti posso accompagnare?” – disse il lupo prontamente

e la bambina “no non puoi, cosa penserebbe di me la gente?”

“come vuoi, sono un lupo rispettoso e ti lascerò immantinente”

 

detto questo a zampa alzata salutò la bimba e

di nuovo per magia il lupo andò via.

 

“che lupo a modo, dicono tutti che è brutale

ma non è vero, sarà timido e non è male”

la bimba giunse dalla nonna e quando arrivò

ebbe una sopresa. dal suo letto la nonnina la guardò

con gli occhi grandi grandi, le mani enormi e la bimba domandò:

 

“nonna che occhi grandi hai”

“per guardar meglio da lontano, che non si sa mai”

“nonna che mani grandi hai”

“piccina mia, i fatti tuoi non ti fai mai?”

“nonna cosa mi dici mai?”

“perdonami, sarà l’influenza, mi fa male assai”

 

ma la bambina ebbe paura ormai

quella non era la sua nonnina e una domanda

doveva porger per separar la realtà dal semmai:

 

“nonnina che bocca grande hai!”

ecco la realtà: era il lupo che in un sol boccone

aveva inghiottito la nonna ed i suoi guai!

 

altro che lupo a modo

con la nipote voleva fare il brodo.

la piccola fuggì via e il lupo

la rincorse a suo modo

per le strade, fra la gente ma nessuno potè niente

solo un cacciatore che capito l’inganno indecente

sparò e colpendo il lupo fece uscire

la nonna dal suo stomaco immediatamente!

 

“che fregatura” pensò il lupo.

che ci posso fare? la mia è una iattura

io devo pur mangiare e ora invece

pure il buco allo stomaco devo sopportare!

 

la bambina abbracciò la nonnina,

il cacciatore, lo strinse al cuore

e imparò la lezione:

nella vita bisogna sempre fare attenzione!

 

… [fidarsi è ovvio, si deve e si può

ma di cautela ce ne vuole sempre un po’! ] …

 

un sorriso attraversando il mondo…

by Gg

[Ringrazio Cris per avermi dato, involontariamente, un piacevole spunto per giocare con le parole]

 

 

-2

 

solo per amore

e con un po’ di fantasia

nacque da un uovo, sulla via,

uno strano, grigio anatroccolo

brutto, debilitato e dal corpo piccolo

 

i suoi fratelli, contrariamente,

belli, sani ed aitanti,

seguivano la mamma diligentemente

con baldanza ed esuberanza:

iniziava per essi, così,  una danza

per il brutto anatroccolo era,

invece, solo una mattanza

 

si tuffarono nello stagno

ma il piccolo, sdegnato e maltrattato,

dopo nell’acqua aver fatto un solitario bagno,

perché dagli altri isolato,

fuggì lontano dalla sua mamma,

triste e mortificato.

 

d’improvviso il suo sguardo cupo

da una visione venne rallegrato:

un cigno, bello, bianco, candido,

elegante e spregiudicato.

 

lo invidiò per la bellezza

e continuò per la sua strada

senza alcuna certezza.

 

il freddo, il gelo e l’amarezza

furono il regalo di un inverno,

per l’anatroccolo, privo di gaiezza.

un brivido percorse le sue piume

e al suolo cadde stremato

senza forze né più alcun barlume

 

un contadino lo raccolse e gli offrì amore

un caldo giaciglio e di una casa il tepore

la primavera con i suoi fiori lentamente sbocciò

e con essa anche il piccolo anatroccolo si trasformò.

 

attraverso i colori della natura giunse pian pianino,

vicino ad uno stagno birichino,

in esso si specchiò e…miracolo…l’anatroccolo

così brutto e dalle piume smunte era sparito

al suo posto un cigno di reale beltà

per dire al mondo:

“non è un miracolo e’ la vita, che trasforma tutto in realtà…”

 

… [ Siamo pronti per spiccare il volo? ] …

 

[planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto, né più un’età]

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