Archivi categoria: Gg in giallo

  

…l’illusione che c’è ma non si vede…

secondo te la ballerina gira

in senso orario

o in senso antiorario?

 
 

 

Se ruota in senso ORARIO: in te prevale la parte sinistra del cervello, la parte preposta alla logica, all’attenzione per i dettagli, al linguaggio, alla scienze che si basano su studi empirici, pratici, di comprensione, conoscenza e apprendimento. Per far invertire la rotazione alla ballerina, prova a lasciarti andare, dai spazio alla parte che si occupa delle immagini liberando la fantasia e le emozioni.

 

Se ruota in senso ANTIORARIO: in te prevale la parte destra del cervello, la parte  più sensibile alle percezioni, alle sensazioni, agli impulsi. Quella parte che percepisce le immagini, le posizioni nello spazio, quella che non dà un nome agli oggetti ma solo la forma. E’ la parte della fantasia. Per far invertire la rotazione è necessario prestare pù attenzione ai particolari e….magia….

 

Benvenuto a te MagGio,

mese di fiori e di colori

di sapori e di odori 

di uccellin cantori   

 

e di nuovi amori  … 

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…dalle ipotesi i nostri perché?…

 

 

Un uomo trovò un uovo d’aquila

e lo mise nel nido di una chioccia.

L’uovo si schiuse e l’aquilotto crebbe

insieme ai pulcini.

Per tutta la vita l’aquila

fece quel che facevano i polli del cortile,

pensando di essere uno di loro…

Un giorno vide sopra di sé,

nel cielo sgombro di nubi,

uno splendido uccello che planava,

maestoso ed elegante…

 

…essere o non essere…

 

 

 

 

Avril de Poisson

 

Donna dai facili costumi che una volta all’anno

gira il mondo ridendo e scherzando e

burlandosi delle persone. Chi di voi,

l’ha incontrata in questo giorno? Chi di voi

in fondo, in fondo si sente un po’ Avril de Poisson?

Come reagite agli scherzi? Ridete o

Meditate “vendetta”?

 

Raccontate…e mi raccomando occhio

ad Avril de Poisson

 

(può essere al vostro fianco proprio ora)

 

 

Ieri ho incontrato Emilio. Chi è Emilio? E’ un angelo che ha le sembianze di un bimbo. Ha due ali bianche bianche, ma va in giro a bordo di una nuvola, perché le sue ali ancora non sono pronte per spiccare il volo. Sorride mentre il vento gli accarezza i biondi capelli e canta una canzone molto allegra. Nella mano destra ha un oggetto che usa delicatamente e nel farlo si diverte proprio tanto.

 

Secondo te qual è il compito di Emilio, se ti dico che nelle sue azioni è molto delicato?

Qual è l’oggetto che ha nella mano destra che non solo fa divertire lui ma sorridere tutti?

In che modo le sue ali diventeranno robuste, al punto da farlo volare senza ricorrere alla nuvola?

 

 

[vivi per volare sulle ali della fantasia]

 

 

 

[il finale ipotetico di un giallo a tinte variabili]

 

A volte, in situazioni di emergenza, dimentico che il mondo in cui viviamo è il mondo del “chi va là?” in cui nessuno si fida e per questo è molto meglio arrangiarsi da soli, secondo la teoria del “chi fa da sé fa per tre”. Effettivamente la signora si era sdoppiata [la storia completa, nel post precedente]

 

Ecco cosa è accaduto dopo che ho accostato l’auto al lato destro della strada. Apro lo sportello. Tolgo la chiave di accensione e scendo. Chiudo lo sportello e mi muovo in direzione della signora. Due passi, solo due passi ed alla mia domanda: “ha bisogno di aiuto?” la donna ha cominciato ad urlare: “no. Non ho bisogno di aiuto”. La signora si è stretta nella giacca e per un momento si è fermata. Ho insistito dicendo “è proprio sicura?” e lei ha gridato: “ti ho detto di no. Ho detto che non ho bisogno di nulla”. A quel punto ho fatto l’unica cosa possibile, ho semplicemente girato le spalle tornando verso la mia auto. Mentre camminavo sentivo la donna che ancora urlava: “ma chi ti ha chiesto niente. Tu non domandi e quelli ti vogliono aiutare. Non voglio niente!”.

 

[comment o no comment this is the problem]

 

"un giallo ipotetico con un finale da scoprire"

 

[…]

 

E’ una sera come tante altre, l’aria è umida, ma non fa molto freddo. Sono le 22.30, sto percorrendo in auto via tal dei tali, una strada cittadina ben illuminata, nelle sere feriali non molto trafficata.  D’improvviso, poco più avanti, al bordo destro della strada, scorgo un’auto. Man mano che mi avvicino vedo meglio la scena: c’è una donna che spinge l’auto e ipotizzo che al posto di guida ci sia qualcun altro. Rallento e guardo per vedere se serve aiuto. In un primo momento, forte della teoria che alla guida ci sia effettivamente qualcuno, penso: “vabbè, sono in due, in qualche modo l’auto ripartirà e andrà tutto bene”. Ma, nel momento in cui fiancheggio l’auto, mi rendo conto che al posto di guida non c’è nessuno.

 

Rallento di molto e dallo specchietto retrovisore, la scena che mi si presenta davanti è questa: un’auto con i fari accesi. Una donna che scende dall’auto, si dirige verso la parte posteriore e comincia a spingere. Dopo alcuni istanti si ferma e torna nell’auto. Nuovamente, scende e ritorna a spingere.

 

Ora che credo di avere il quadro completo della situazione, il mio pensiero cambia. La mia titubanza diventa una certezza. Fermo del tutto l’auto, inserisco la retromarcia e con cautela indietreggio di qualche metro. Parcheggio e scendo dall’auto. Mi avvicino a breve distanza alla signora e domando “ha bisogno di aiuto?”

 

 

[Scegliete il vostro personaggio. L’automobilista che parla in prima persona? La signora che spinge, a tratti, l’auto? O semplicemente guardate le cose dall’esterno e poi ditemi, secondo voi, dopo questa premessa, cosa è accaduto?]

 

 

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