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Settembre. Questo è il mese della svolta

Ho un progetto. E’ settembre. In questo mese scoprirò se il progetto andrà a buon fine o dovrò semplicemente accettare di dover cambiare strada, definitivamente. Attendo, serenamente. Buona serata e che settembre sia un buon inizio, un’occasione o anche solo un invito ad agire, per tutti. Gg

La strada è degli artisti…

Mi capita di camminare, molto spesso, sovrapensiero per le strade della mia città. Ieri, come ogni giorno, attraversavo il centro, mentre la mia mente già vagava, non si sa in quale luogo incantato, quando, mi sento chiamare. A dire la verità, ho percepito qualcosa, ma non mi sono sentita davvero chiamare, quindi non so… Forse è stata solo una sensazione. Mi giro e vedo poco dietro di me, appoggiato su uno di quei grossi vasi che accolgono terra e piante decorative per la città, un uomo, dalla pelle abbronzata e i capelli protesi al grigio andante. Mi fa cenno di avvicinarmi. Immagino subito che voglia fare il “gallo” nel pollaio ma lo stesso mi fermo per capire dove voglia andare a parare. Torno indietro di qualche passo. “Tu passi spesso qui – mi dice”. Sì. “Mi conosci? – prosegue”. Che domanda. Ti conosco nel senso che quando passo ti vedo ma non mi sono mai fermata. Ti ho lasciato qualche sorriso, questo sì. A ben pensarci, forse, un sorriso va ben oltre la conoscenza. Vabbè, comunque. Continua il suo discorso. “Avevo un violino”. E questo lo so. L’ho visto suonare ai margini della strada con un cappello innanzi ai piedi a raccogliere monete. “L’altro giorno – racconta, riferendosi al violino – l’ho appoggiato un attimo qua, – e ha indicato il vaso – e sono andato lì al bar a prendere un poco d’acqua e quando sono tornato non c’era più”. Il primo istinto è stato: “no, questo non è giusto” e poi ho pensato: “a casa ho un violino. Quasi quasi glielo porto”. Poi, però, ascoltando il resto del discorso, il pensiero si è frantumato. Ha cominciato a farmi domande mirate e non nego che ho pensato mi chiedesse soldi per “ricomprare” il violino “volato via”. E invece no. “Che lavoro fai? – mi chiede”. E gli spiego che sono una giornalista. “E guadagni bene?” E questa direi che è una domanda difficile. Si fa sempre più spazio la tesi secondo cui voleva una cospicua offerta per comprare il violino. “Però, ci sa fare – penso”. Ma il problema è un altro. Lui non voleva soldi da me. Semmai voleva darmeli. Va bene, non fraintendete. Mi domanda “sei fidanzata?” ed io “no”. E lui “perchè?” – ma guarda se in un normalissimo lunedì di fine primavera mi tocca rispondere all’interrogatorio di un violinista senza violino, sulla mia vita sentimentale. Come si dice a Oxford “cos’e pazz”. “Perchè sto bene così”. Lui scuote la testa e mi fa, in uno stentato italiano: “no, non va bene. E come fai a fare l’amore?” Azz, altro che violino, comincio a capire dove vuole andare a parare. Però mi viene da ridere e nel frattempo mi immergo nei miei pensieri A quel punto gli giro la domanda: “e tu, sei fidanzato?” “No. Mi ha lasciato”. Mi guarda e prosegue “ma ci vuole una fidanzata”. E qua si potrebbe pensare “che tenero. Vuole una compagna per la vita”. “Qualcuna che mangia con me, che mi aspetta a casa, che mi prepara da mangiare, che lava … ”. E a questo punto mi mostra la camicia. E ripete: “che mangia con me”. “Ma io la mantengo”. Ecco, è un signore per bene. “Appena riesco a ricomprarmi il violino, non le faccio mancare niente”. Gli chiedo allora: “quanto costa un violino?” e lui: “a Napoli costa di sicuro meno, con cento euro lo compro”. A quel punto, lancio un’occhiata al cappello che ha davanti ai piedi e vedo qualche monetina. “Ah vabbè non manca molto”. Non volevo essere ironica, quanto piuttosto, mi faceva sorridere la situazione. Lui mi guarda e fa “Io cerco una ragazza seria”. E là sorrido “e ti pare facile? – penso”. Lui insiste a guardarmi e ammicca. “Io sto sempre qua, nel caso …” Aggiungo io “ok, se trovo una brava ragazza per te, la mando qua”. Non l’ho visto molto soddisfatto anche perchè a quel punto fa “Come ti chiami?”. “Giovanna, e tu?” – “Antonio”. “Antonio – insisto – di dove sei?”. E lui risponde “Rumeno, di Bucarest”. Con quella pelle così scura, non l’avrei mai detto. Mi allunga la mano. Ricambio. Ci stringiamo le estremità e il patto è fatto. Lui sorride. Lo saluto e riprendo il mio cammino. Guardo il cantiere in corso nella strada che sto attraversando e pensando che a breve inizieranno i lavori di rifacimento del manto stradale, mi sa che il suo “Io sono sempre qua”, fra poco sarà poco credibile. Non è facile, camminare in questo mondo. Su questo non ci sono dubbi. Quante persone esistono al mondo? Tante, troppe. Eppure, continuiamo a perderci nei nostri mondi personali, in quel pensieri che ci fanno assopire dinanzi a una vita che scorre veloce e di cui presto perderemo memoria. Eppure, basta così poco a raccontarsi. A raccontare e confrontare una vita. Qual è il tuo desiderio in questa vita? Oggi, di cosa hai bisogno? Ti senti solo? Tranquillo, non lo sei. Basta che alzi la testa e … (testo di Giovanna Giaquinto)

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08 MAGGIO 2009: RICORDI D’AMORE in un GIRO TONDO

 
 
 
Amore che aumenta, in un quotidiano divenire
in un abbraccio, possibile solo in un cuore felice.
Amore che va oltre i gesti, oltre l’incontro.
 
Chi su questa terra ha visto crescere i nostri pensieri
vedrà sempre i nostri occhi attraverso
la gioia di cui sono custodi
e con noi sorriderà per SEMPRE.
 
La purezza della  VITA è la certezza del cuore
in un luogo dove la nostra VERA ricchezza
sono i RICORDI d’AMORE!
 
(Giovanna Giaquinto)
 
 
 
 
 
 

VA ORA IN ONDA – SETTE COSE CHE AMO

 
< EMILIO TRALALLO MI HA ASSEGNATO UN PREMIO >
 
ed io l’ho accettato con immenso piacere:
vi devo parlare di 7 cose che amo
 
 
e lo farò in sette piccole puntate,
per poi passare il testimone a 7 persone
 
prima di iniziare vi regalo questo video
di immagini e parole che spero
vi doni armonia, gioia e sorrisi
 
perchè vivere la vita può essere una dolce poesia
 
 
 

18 MARZO 2009 CHE GIORNO E’?

 
 
18 MARZO 2009
 
e non dico altro
perchè, per ognuno, ogni giorno
ha un significato diverso
 
…oggi per me ha un significato più importante…
 
prima il 18 marzo in sè
e poi il 18 marzo del 2009
 
tanti significati,
un nuovo sorriso
e…una….
 
primavera in anticipo
 
 
 

STORIE DI TUTTI I GIORNI

 
 
Quanti gli errori commessi
quante le persone incontrate
quante le scelte sbagliate e quante no
 
 
Quante le lacrime versate
quanti i sorrisi offerti e quelli ricevuti
quante le paure, quanti i dubbi
 
 
Quante le certezze,
petali che circondano la corolla
come mani tese che accarezzano,
in silenzio, ma con Amore
 
 
Quanti gli attimi di speranza,
illusioni, piccoli semi mai germogliati,
parole offerte al vento
da un cuore semplice, ingenuo, spontaneo
 
 
Quantri gli incontri di anime simili,
che poi, si sono separate
senza parole, sospiri…libere…
 
 
…eppure con qualcosa in meno…
 
 
ma il vento porta via tutto
e allora lasciamoci andare
 
 
in fondo la Vita è tutto questo
e molto, molto di più….
 
 
Common+Blue
 
 
 

ELUANA un SILENZIO che PARLA d’AMORE

 
 
Eluana Englaro
 
io la penso così:
 
 
 
 

 

 

Male non fare! Paura non avere!

 

 

Oggi ho imparato una grande lezione.

 

Mai collaborare con chi non è in grado di prendersi le proprie responsabilità perchè nel momento in cui non sarà in grado di adempiere ai compiti a lui assegnati, senza scrupolo alcuno, farà ricadere la colpa su di te.

 

Certo è che se qualcuno ha lo sguardo pulito e compie azioni degne di nota, non dovrà mai temere nulla, perchè, anche se lo calunnieranno, mai nessuno potrà credere a tali basse insinuazioni. Pensiero semplice, vero e tangibile.

 

 

 

 

 

31 dicembre 2008 ti festeggio così…
mentre ti dico "grazie"
 
 
 
…mi fai sorridere…
…fuori una vita intera…
 
lascia spazio alle cose a venire
 
 
…che oggi sia già il domani
di un cuore felice…
 
 
BUON 2009
 
che sia sorridente…
 
 
 
L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

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Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

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