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Vuoi cambiare vita? Ecco come.

“Viaggiare, che passione. Se poi alla bellezza dei luoghi che si visitano si aggiunge anche la possibilità di un guadagno considerevole, allora c’è da ritenersi davvero fortunati, oltre che bravi. Un giovane trentunenne di origini irlandesi, Johnny Ward, intasca un milione di dollari al mese al mese grazie alla pubblicità presente all’interno del suo blog, nel quale pubblica le recensioni dei posti che visita. La sua storia comincia tre anni fa, quando ha cambiato in maniera radicale la sua vita: scontento del suo lavoro dietro ad una scrivania e di una famiglia sempre presente, il ragazzo ha iniziato a viaggiare, mantenendosi attraverso lavoretti saltuari. E ha iniziato anche a recensire i luoghi dove si recava, attirando giorno dopo giorno visitatori e soprattutto investitori. Grazie ai ricavi faraonici ottenuti dalla pubblicità, oggi Ward non lavora più in ufficio. Così, dalla scalata dell’Himalaya ad un tour in jeep nel deserto del Sahara, il suo intento è quello di visitare tutti i 198 Paesi da cui è composta la Terra. A giudicare dal successo ottenuto finora, c’è da scommettere nella riuscita dell’intento”  ( http://www.repubblica.it/esteri/2015/08/27/foto/l_incredibile_storia_del_giovane_che_guadagna_un_milione_di_dollari_viaggiando-121703400/1/?ref=HRESS-6#1 )

Queste sono quelle storie che, in determinate giornate, ti lasciano senza parole. Tu scrivi, fotografi. Pubblichi. Sono anni che lo fai. E c’è qualcuno che ti paga per farlo? Ovviamente no. All’improvviso, qualcuno, apre un blog. Parte. Racconta. Viaggia. Suppongo si diverta e non solo guadagna, ma straguadagna, visto che stiamo parlando di un milione di dollari. Allora a me viene un dubbio. O forse più di uno. Sono io che non sono capace. O sono gli altri che sono TUTTI bravi?! Vorrei conoscere il segreto per aver successo anch’io e per poter viaggiare e non lavorare e … ho detto tutto. Se avete consigli, suggerimenti, dritte, rovesci, fate voi, è tutto bene accetto. Voglio cambiare Vita anch’io e lo voglio fare ora. Perchè? Perchè sì 😉

Viaggiamo, ogni volta che il cuore vuole

“Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.” Luis Sepúlveda

Viaggiare. Un’esigenza. Viaggiare. Un bisogno dell’anima. Viaggiare. Un incontro con il prossimo per scoprire se stesso. Viaggiare. Sempre. Ogni volta che il cuore vuole. Senza fretta. Senza paura. Senza freni. In compagnia. Ma soprattutto da soli. Viaggiare. Soli. Vuol dire non essere mai soli. Da soli, infatti, ci si confronta. Ci si apre. Ci si rivolge agli altri, senza il bisogno di doversi appoggiare a nessuno. Viaggare. Una prova di coraggio. Viaggiare. Assaporare un senso di infinito senza eguali. Parola di Gg (Giovanna Giaquinto)

La strada è degli artisti…

Mi capita di camminare, molto spesso, sovrapensiero per le strade della mia città. Ieri, come ogni giorno, attraversavo il centro, mentre la mia mente già vagava, non si sa in quale luogo incantato, quando, mi sento chiamare. A dire la verità, ho percepito qualcosa, ma non mi sono sentita davvero chiamare, quindi non so… Forse è stata solo una sensazione. Mi giro e vedo poco dietro di me, appoggiato su uno di quei grossi vasi che accolgono terra e piante decorative per la città, un uomo, dalla pelle abbronzata e i capelli protesi al grigio andante. Mi fa cenno di avvicinarmi. Immagino subito che voglia fare il “gallo” nel pollaio ma lo stesso mi fermo per capire dove voglia andare a parare. Torno indietro di qualche passo. “Tu passi spesso qui – mi dice”. Sì. “Mi conosci? – prosegue”. Che domanda. Ti conosco nel senso che quando passo ti vedo ma non mi sono mai fermata. Ti ho lasciato qualche sorriso, questo sì. A ben pensarci, forse, un sorriso va ben oltre la conoscenza. Vabbè, comunque. Continua il suo discorso. “Avevo un violino”. E questo lo so. L’ho visto suonare ai margini della strada con un cappello innanzi ai piedi a raccogliere monete. “L’altro giorno – racconta, riferendosi al violino – l’ho appoggiato un attimo qua, – e ha indicato il vaso – e sono andato lì al bar a prendere un poco d’acqua e quando sono tornato non c’era più”. Il primo istinto è stato: “no, questo non è giusto” e poi ho pensato: “a casa ho un violino. Quasi quasi glielo porto”. Poi, però, ascoltando il resto del discorso, il pensiero si è frantumato. Ha cominciato a farmi domande mirate e non nego che ho pensato mi chiedesse soldi per “ricomprare” il violino “volato via”. E invece no. “Che lavoro fai? – mi chiede”. E gli spiego che sono una giornalista. “E guadagni bene?” E questa direi che è una domanda difficile. Si fa sempre più spazio la tesi secondo cui voleva una cospicua offerta per comprare il violino. “Però, ci sa fare – penso”. Ma il problema è un altro. Lui non voleva soldi da me. Semmai voleva darmeli. Va bene, non fraintendete. Mi domanda “sei fidanzata?” ed io “no”. E lui “perchè?” – ma guarda se in un normalissimo lunedì di fine primavera mi tocca rispondere all’interrogatorio di un violinista senza violino, sulla mia vita sentimentale. Come si dice a Oxford “cos’e pazz”. “Perchè sto bene così”. Lui scuote la testa e mi fa, in uno stentato italiano: “no, non va bene. E come fai a fare l’amore?” Azz, altro che violino, comincio a capire dove vuole andare a parare. Però mi viene da ridere e nel frattempo mi immergo nei miei pensieri A quel punto gli giro la domanda: “e tu, sei fidanzato?” “No. Mi ha lasciato”. Mi guarda e prosegue “ma ci vuole una fidanzata”. E qua si potrebbe pensare “che tenero. Vuole una compagna per la vita”. “Qualcuna che mangia con me, che mi aspetta a casa, che mi prepara da mangiare, che lava … ”. E a questo punto mi mostra la camicia. E ripete: “che mangia con me”. “Ma io la mantengo”. Ecco, è un signore per bene. “Appena riesco a ricomprarmi il violino, non le faccio mancare niente”. Gli chiedo allora: “quanto costa un violino?” e lui: “a Napoli costa di sicuro meno, con cento euro lo compro”. A quel punto, lancio un’occhiata al cappello che ha davanti ai piedi e vedo qualche monetina. “Ah vabbè non manca molto”. Non volevo essere ironica, quanto piuttosto, mi faceva sorridere la situazione. Lui mi guarda e fa “Io cerco una ragazza seria”. E là sorrido “e ti pare facile? – penso”. Lui insiste a guardarmi e ammicca. “Io sto sempre qua, nel caso …” Aggiungo io “ok, se trovo una brava ragazza per te, la mando qua”. Non l’ho visto molto soddisfatto anche perchè a quel punto fa “Come ti chiami?”. “Giovanna, e tu?” – “Antonio”. “Antonio – insisto – di dove sei?”. E lui risponde “Rumeno, di Bucarest”. Con quella pelle così scura, non l’avrei mai detto. Mi allunga la mano. Ricambio. Ci stringiamo le estremità e il patto è fatto. Lui sorride. Lo saluto e riprendo il mio cammino. Guardo il cantiere in corso nella strada che sto attraversando e pensando che a breve inizieranno i lavori di rifacimento del manto stradale, mi sa che il suo “Io sono sempre qua”, fra poco sarà poco credibile. Non è facile, camminare in questo mondo. Su questo non ci sono dubbi. Quante persone esistono al mondo? Tante, troppe. Eppure, continuiamo a perderci nei nostri mondi personali, in quel pensieri che ci fanno assopire dinanzi a una vita che scorre veloce e di cui presto perderemo memoria. Eppure, basta così poco a raccontarsi. A raccontare e confrontare una vita. Qual è il tuo desiderio in questa vita? Oggi, di cosa hai bisogno? Ti senti solo? Tranquillo, non lo sei. Basta che alzi la testa e … (testo di Giovanna Giaquinto)

Quelle cose strane che capitano nel traffico

Ma avete presente cosa vuol dire essere imbottigliati nel traffico? Sì lo so che lo sapete. Sei lì nella tua auto e vedi auto che spuntano da tutte le parti. Sono davanti, dietro di te. Lateralmente cercano di infilarsi. Qualcuno ti manda a “quel paese”. Qualcun altro comincia a suonare il clacson. Poggia la mano sul clacson e non la smette. A quel punto non ce la fai. Finchè all’improvviso quel suono non diventa una melodia. Non un’unica nota trattenuta ma un suono, una voce che cerca di uscire da quell’auto. E’ il motore che non sopporta più il guidatore e cerca di uscire. Non può spalancare il cofano e allora esce sottoforma di musica.

E allora, ecco che tutto cambia. La tua fantasia ha trasformato una situazione disagevole in un sogno. In un gioco. Un meraviglioso gioco in cui cerchi di immaginarti fuori dall’auto e diventi il protagonista di una storia avvincente. L’auto in corsa e tu che cerchi di mantenere il volante. Ogni tanto schiacci i pedali, non so come, ma questo poco importa e intanto vedi la tua proiezione che si lancia sul cofano dell’altra auto e cerchi in ogni modo di aprirlo. Ci riesci dopo innumerevoli sforzi. Gli addominali ti si irrigidiscono, perchè almeno nella tua fantasia gli addominali ce li hai. I bicipiti si caricano di una forza inaspettata. Ed ecco che il motore può uscire. Il clacson smette di suonare e l’auto si ferma.

Sei soddisfatto e ora puoi continuare il tuo breve “viaggio”. Ancora colonne di auto ti impediscono ti procedere eppure tu, viaggi a suono di musica. La radio è sempre accesa. E tu vedi le persone che vanno a piedi e le immagini che fanno una splendida danza al suono della musica che stai ascoltando. E ti viene da ridere. E ti senti bene. Eppure sei ancora lì, bloccato ne traffico di punta. Ma non ti crucci. Attendi. Sogni, giochi.

Sei consapevole, tanto, che prima o poi finirà. Perchè è sempre così, tutto finisice e allora perchè perdere tempo prezioso arrabbiandoti, sbattendo i pugnu sul volante, inveendo con questa o quella macchina? No, godi del tuo tempo anche se sei “prigioniero” temporaneo di una strada vincolata. Ma tu puoi volare con la fantasia e allora, vai. Vai. Sei libero, sempre e comunque. Credici …

Buon pomeriggio viaggiando in una fantasia reale …

CHIUDI GLI OCCHI UN SOLO ISTANTE…

 
"un sorriso che non ha nè più un volto nè più un’età"
 
e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là
 
se chiudi gli occhi un solo istante
 
 
 
"Quando meno te lo aspetti
può capitare qualcosa di BELLO.
GODITI IL TRAGITTO!" –
 
BUONGIORNO !!!!
 
 

GIRO TONDO PER IL MONDO: DOVE MI PORTERAI?

 
prendimi per mano
e portami in giro per il mondo
 
 
 
quante cose da scoprire
quanti luoghi da vedere
persone da incontrare
 
e poi?
 
gira il mondo vagabondo
come è bello andar di qua e di là
 
 


 
per un’ora oggi spegni la luce
e accendi la tua fantasia
in quell’ora portami
in un qualunque posto
per me sarà comunque nuovo
lo vedrò attraverso gli occhi tuoi
 
dove mi porterai?
 

 
 

DURANTE – ANDREA DE CARLO

 

 

"Sposta il tuo punto di vista, di poco o di tanto.

Guarda la terra dalla luna,

vedrai che ti muoverai molto più libero e leggero,

senza preoccuparti di come ti vedono gli altri"

 

 

la tua Anima ha un posto anche per Me?
 
 
un Viaggio è privo di significato
se l’Anima non c’è…
se l’Anima non è accogliente…
se l’Anima non è abbraccio di Vita
fra musica e parole…
 
 
…to be continued…
 
 

 

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E se non avessi capito niente?

E se avessi sbagliato strada?

E se avessi perso le indicazioni?

E se avessi il navigatore spento?

Cosa accadrebbe della vita?

Nulla.

Proseguirebbe comunque

Dovrei solo cercare un’altra mappa,

giocare con le strade e provare

a seguire le nuove indicazioni

Come suonando una chitarra,

ritmare un tempo infinito

Senza pensare, senza pormi domande

Volando nel suono

Come fosse l’unica cosa al mondo

Viaggiare nella musica

Ecco la nuova destinazione!

 

Il viaggio prosegue …

 

 

…e il viaggio iniziò…

 
…oggi vi porto nel sole…
 
nessuno può farti star bene
se tu non stai bene
 
accarezza tuo cuore
ascolta i tuoi pensieri
vivi l’essenziale
tenta l’intentabile
non dar nulla per scontato
non ti arrendere
scopri ciò che non conosci
domanda ciò che non sai
respira in ogni ambiente
non aver timore di toccare
cerca di aver fiducia
di ogni pensiero fai parola
alza gli occhi al cielo
sorridi
 
….
 
si parte!!!
 
….
 
 
 
L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

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