Archivi Blog

Parlano parlano parlano parlano parlano parlano paaa

E stamattina di corsa. No, non ho fretta. E’ che da una decina di giorni, finalmente, ho ripreso a correre. Ok, corro a modo mio, magari sbaglierò, ma mi sento così bene. Leggera. E la gravità non c’entra nulla. E felice. Ed emotivamente carica. Che ve lo dico a fare. Lo sapete anche voi che ogni volta che si dà spazio all’energia del corpo il mondo ti sorride. La natura ti corre incontro e il sole ti abbraccia mentre le nuvole ti solleticano l’anima. Eppure, nel momento preciso in cui tutti i pensieri sono usciti dal tuo corpo e tu, ti senti bene, ecco che arriva l’inopportuno. L’inopportuno, di solito, arriva, quatto quatto, in macchina. Una macchina “scassata”, vecchia, con i finestrini spalancati, perchè priva di aria condizionata. E lui, l’inopportuno è ovviamente, sovrappeso, e non di poco. Non fa un passo a piedi neanche per causa di forza maggiore, eppure … Eppure, si è fermato. Ha fermato la mia corsa. E poi ha detto: “scusa ma te lo devo dire, quello che tu fai non è ginnastica. Devi appoggiare i talloni a terra. Oppure devi camminare velocemente. Altrimenti non serve a nulla”. Lo guardo sbigottita. Ma lo lascio parlare. “Ad esempio c’è la cugina di mia moglie che va a correre con un bastone e così fa ginnastica con tutto il corpo”. Gli ho risposto “ok, prenderò esempio”. E ho continuato per la mia strada. Il problema, però è che se a dare dei consigli sportivi fosse stato uno sportivo. Qualcuno con le scarpe da ginnastica. Con i pantaloncini e con le gocce di sudore sulla fronte, il suo discorso sarebbe stato credibile e degno di essere considerato ma … l’inopportuno credo, che non ci abbia mai provato a correre. L’unica cosa, stamattina ha preso cinque minuti della mia vita per rimproverarmi e per non lasciarmi nulla. Continuerò a correre. E continuerò a farlo senza “sapere come” ma, se qualche sportivo vero, volesse offrirmi dei suggerimenti, sarei ben lieta di accoglierli e metterli in pratica. Un abbraccio e buona giornata a tutti, anche all’inopportuno.

(Testo di Giovanna Giaquinto)

Quante storie ha da raccontare questo mondo. Ieri, ad esempio ho scoperto che …

Ieri ti ho incontrata per la seconda volta. Eri lì. Seduta sullo scalino di ingresso di un negozio. Ho stentato a riconoscerti. Avevi in mano i tuoi soliti foglietti. Le tue storie. Piccole tracce di fiabe narrate. Però la testa china. Sembrava non fossi in questo mondo. Ho pensato di avvicinarmi. In un primo tempo non l’ho fatto. A pochi passi, un uomo da capelli lunghi e grigi, appollaiato su uno sgabello, faceva scivolare le sue dita su una chitarra classica. Lo spartito su un leggio di fronte a sè e le sue mani che correvano veloci sulle corde di nylon dello strumento vivo come non mai. Lo avevo già incontrato poche ore prima. In via Mazzini. Le sua dita arrancavano sulle corde. Sono passata rapidamente. Mi ha stupita la lentezza dei suoi gesti. Ora in via San Giovanni, lo spettacolo era totalmente differente. E poi, lei. Sono ritornata sui miei passi. Mi sono avvicinata, cercando di scorgere i tuoi occhi? Eri tu oppure no? Man mano che mi avvicinavo, ho compreso che eri proprio tu. Eppure … Penso di averti fatto ombra. Ti sei accorta di me. Hai alzato la testa. Ho allungato la mano. Volevo mi dessi una delle tue favole. Non hai capito. Allora ho avuto la certezza che fossi altrove. Mi hai dato la mano. Ho guardato i tuoi occhi e ho chiesto “tutto bene?”. E lei “sì”. “Ho visto che eri con la testa abbassata …”. E lei “stavo ascoltando …”. Sì, il suono della chitarra l’aveva portata lontana. Finora l’ho incontrata sempre sola. Un giorno conoscerò la sua storia. Per ora, sono felice che le sue storie continuano a viaggiare per la città. Ho guardato il chitarrista e le ho detto “l’ho sentito prima a via Mazzini. Qui suona molto meglio”. E lei: “sì di là c’è troppo casino”. Vero. La musica ha bisogno del suo silenzio per poter cantare. Ho sorriso e ho ripreso a cammnare. Ho salutato lei, Giovanna e senza voltarmi ho pensato a quante persone contiene questo mondo e quante storie può raccontare. Tempo. Ci vuole tempo per procedere. Fermarsi. Ascoltarsi e raccontare.

L'Iride News

Beautiful mind in a beautiful world

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

" i cunti"

Racconti e conversazioni dal Salento

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

Come Si fA A SPIEGARE IL MARE A CHI VEDE SOLO ACQUA?

elinepal

Mi ci mancava solo il Blog

SIGNORASINASCE by Stefania Diedolo

Si finisce sempre per dare il bacio della buonanotte alla persona sbagliata. Arthur Bloch

La Metamela

Nella citta’ della moda e degli aperitivi....e in un mondo dove se non ti sposi e non fai figli ti considerano «strana» come sopravvive una single?

OggiScienza

La ricerca e i suoi protagonisti

MiSCRI20

"scrivere a questo mondo bisogna, ma pubblicare non occorre"

Pensieri lenti

idee spunti testi saggezza poesia

52settimanediorganizzazione

Obiettivo: organizzazione! Voglio avere una casa ordinata, pulita e mia, a basso costo e col massimo rispetto dell'ambiente

vagone idiota

Spesso un treno é un teatro mobile.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: