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…a tutti “indistintamente”

E come in una staffetta, il nuovo anno ha preso il testimone dal precedente. Non ho recriminazioni da fare. E’ stato un anno sconvolgente. Un anno di giorni ricchi di tutte le sfumature possibili. Dubbi, paure, incertezze, novità, inizi, aperture, chiusure, gioie, stupore, scoperte, incontri. Quest’anno ho inteso un po’ di più la bellezza dell’Amore. L’arroganza della finzione e l’inutilità della menzogna. Ma anche la rinascita del sorriso. La comprensione. Il perdono. Il piacere puro di un abbraccio. Il bisogno di non avere bisogno. La capacità di sapersi donare. Il desiderio di correre. Il piacere di condividere. La forza della passione. L’Amore per la fotografia. L’ascolto della mia voce. La tenerezza delle mie mani. Ho ascoltato silenzi. Parole taciute. Ho ricevuto sonori schiaffi. Ho accolto l’aiuto di stupefacenti mani tese. Ho ritrovato persone smarrite. Ho respirato aria nuova. Pura. Ho compreso. Mi sono confidata. Senza paura. Ho lasciato da parte i miei limiti e ho scoperto la leggerezza dell’essere “liberi” di “essere”. Ora si ricomincia. Ma a dire il vero, semplicemente si continua. Con più consapevolezza e con la gioia di esserci. Con gratitudine per aver imparato, ancora una volta, una lezione e aver appreso l’arte del vivere il quotidiano senza fretta. Una cosa ancora, che dovrò imparare meglio è l’arte del tacere, quando parlare non serve, o arreca più danni che benefici. Ma soprattutto mi impegnerò a non affannarmi. A non inseguire. A non chiedere di più. E soprattutto cercherò di fare il possibile per arrivare, ovunque, un minuto prima e non dopo. Anche se credo sempre che l’istante non sia precisione ma solo esistenza. Quello è il momento. Guarderò di più il cielo e sconvolgerò ancora di più il mondo. Perché in fondo, se sono qui, è per una ragione ben più grande, altrimenti non ci sarei già da tempo. Custodirò gelosamente il sorriso, che quest’anno, ormai trascorso, ha cercato più volte di abbandonarmi. Mi amerò di più e avrò più fiducia in me stessa. Per il resto, miei cari, scriverò, giocherò, suonerò, leggerò … e metterò a frutto tutte le passioni che mi rendono “semplicesai” …

E a questo punto, buon 2017 a TUTTI “INDISTINTAMENTE”…senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Un sorriso. Gg

E’ più semplice condividere un preservativo che moltiplicare un’emozione

Il miglior modo per vedere con lucidità la realtà è scrivere. Mentre digito le parole, mi passano davanti agli occhi tutte le immagini di un intero giorno che si adagiano accanto a quelle del precedente, che si rialzano e ballano con quelle di un mese prima ancora o addirittura di dieci anni fa. Sembra un gioco. E lo è. E’ tutto un gioco. Una danza. Uno sport non creato dagli uomini ma da una fantasia che va oltre il pensiero umano. Le dita scirvono parole dettate da non si sa bene chi e si scopre quello che sta accadendo. Oggi, come spesso accade, ho parlato con tante persone. Alcune che non raccontano “nulla” perchè semplicemente ripetono storie di tutti i giorni. Storie che forse neanche apprtengono loro, però almeno così facendo non devono mettere in ballo i sentimenti. Altri che invece, lamentandosi, protestano di uno stato che non li soddisfa, reo di aver creato lo stallo dell’economia, senza però credere fino in fondo a quello che dicono. La colpa di chi è? E’ sempre degli altri o, talvolta, anche di tutti noi che “ci facciamo i fatti nostri?” – Onestamente non so più rispondere a questa domanda. So solo che mi giro. Mi guardo intorno e cerco persone, fatti. Cerco una grande famiglia. Fratelli, sorelle. Amici, se volete ma è così difficile trovare qualcuno che prenda in braccio il tuo cuore e lo culli fino a rasserenarlo. E’ più semplice trovare chi lo afferra e cerca di giocarci a tennis. Quasi fose un oggetto inanimato. Eppure ogni giorno, accade qualcosa per raccontare una storia nuova. Per lasciare andare i pensieri negativi e cominciare a intessere la trama di un sogno nuovo. La mia amica ad esempio, sta vivendo una storia surreale. Non è un amore. Non è un’amicizia. Non è un legame. E’ un qualcosa di indefinibile che nonostante, non sia collocabile in nessun riquadro di questa esistenza, c’è. Cresce nel quotidiano attraverso messaggini, telefonate. Condivisioni di ogni genere. E’ uno stare insieme in solitario. Non riesco a comprenderlo. Io credo di aver bisogno di andare oltre il mio essere. Ho bisogno di quel calore di mani, di sguardi che non lascia spazio a dubbi o fraintendimenti ma che fa non solo battere il cuore ma anche i denti dal sorriso ripetuto. Forse per loro è un modo diverso di scoprirsi. Nel tempo. Forse un modo di conoscersi. Vedendosi molto raramente. Non condividendo gli stessi “tempi” nè i luoghi, nè le persone ma se ragiono con la mia testa e con il mio cuore, sento il bisogno di andare oltre. Incontrare qualcuno che sappia guardarmi negli occhi e aiutarmi a superare il “mio essere” così particolare. Così come la vita mi ha resa. Non so cosa farei se questa vita mi permettesse di fare solo un passo indietro. Non so se mi tufferei. Non so se scoprirei me stessa mettendo davvero a nudo la mia anima o se continuerei a bruciarne il ricordo in rinunce stupide e inutili. Non so come sarà il mio istante futuro perchè neanche so com’è il mio presente. Vorrei. Non vorrei. Ma se vuoi … Troverei uno spazio in questo cuore per vivere un viaggio senza fine. Senza timori. Lasciandomi andare ma … Non so se sono pronta … E quando ho creduto di esserlo sono finita in un “baratro”. La cosa mi fa sorridere ora. Ma è la verità. Ho incontrato un personaggio di quelli strani. Di quelli egoisti. Di quelli che non sapendo amare, non sanno quello che vogliono o se lo sanno, di sicuro non è donare bene ma dispensare lacrime, bruciare sorrisi e abbandonare cuori sedotti in un piccolo cantuccio. Fortunatamente la mia storia non è finita così, però ancora mi chiedo come e perchè debbano esistere persone del genere che, invece di costruire, distruggono. Eppure quegli occhi esprimevano una luce di quelle intense. Di quelle che quando ti avvolgono ti rapiscono e ti portano lontano. In un mondo inatteso. In un mondo di quelli che ardono no, non di passione ma neanche di sentimenti. E’ il fuoco dell’indecisione. Il fuoco che non lascia ceneri. Il fuoco che divampa e annienta tutto. Il fuoco …

Eppure, è certo che oggi, se ci guardiamo un pò in giro, è vero che sono aumentate le persone che si tengono per mano ma è anche vero che condividere un’emozione, un sorso di speranza, un goccio di amore sembra utopia. Al punto che è più semplice davvero condividere un preservativo che moltiplicare un’emozione. Perdonate l’eufemismo ma mi sembra di essere al bancone del pesce. Sì quello fresco che viene arrotolato nella carta di un giornale ormai inutile, la cui eco neanche risuona più nel mondo. Sì, proprio così, guardiamo gli occhi di una triglia o di una alice per vedere se sono freschi e se l’affare è buono portiamo il pacchetto a casa, altrimenti, desistiamo e così sta accadendo anche per le coppie. Si sceglie in base a non si sa quale motivazione e si porta a casa il “primo premio”. Ma, ho letto poco fa questa frase che voglio riportare al termine di questo sfogo senza nè capo nè coda: “Bisogna prima di tutto essere davvero padroni di se stessi per decidere poi di appartenere a qualcuno” … E forse è proprio qui il senso di tutto. Se non sono padrona di me stessa come posso offrire il meglio ma anche il peggio di me a qualcun altro?

E allora, permettetemi ancora una citazione che segno qua a futura memoria: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Che non è una citazione buonista. Quanto piuttosto l’unica essenza dell’Amore che io ancora non conosco, purtroppo. “AMA prima di tutto te stesso/a e poi riversa quello stesso Amore al prossimo”. Che poi il prossimo cercherà di farti male, questo è un altro paio di maniche ma una cosa è certa, se ti Ami e se tu Ami, qualunque cosa accadrà resterai sempre in piedi. Io ci credo e voglio AMARMI e AMARE. Forse questa è tutta la conclusione di questo giorno. E l’inizio di un nuovo cammino. Ah se sei arrivato a leggere fino qua, complimenti, sei un temerario ed io ne sono felice, perchè hai scoperto cose di me che quasi nessuno sa. E grazie ancora perchè è bello che ti sei incuriosito e ti do un premio. Tutta la dolcezza di questo giorno e credimi, nonostante tutto quello che ho scritto, un giorno è talmente pieno di momenti belli che potrebbero dare il senso di ogni VITA. Ora, però ti saluto. Un sorriso e buona notte. Gg

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Crescere vuol dire avere la “purezza” di un cuore bambino … Parola di Gg

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…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

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