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Jarabe De Palo: depende da un fantasma che si presenta senza avvisare!!!

“In 20 giorni – dice il cantante Jarabe De Palo, colpito da un cancro al colon- sono passato da piccoli fastidi allo stomaco a operarmi per un tumore maligno all’intestino crasso. Il cancro è come un fantasma che si presenta quasi senza avvisare, senza un motivo apparente, per questo è importante stare attenti. Con il cancro vale più prevenire che curare. Nel mio caso per fortuna siamo arrivati in tempo. Hanno tolto il male e il medico mi ha detto che devo riposare. Vi mando le mie scuse più sincere”

La salute è l’attenzione che dobbiamo prestare al nostro corpo. Prevenire è meglio che curare, così citava un noto proverbio. Ovvio, non si può prevenire tutto ma possiamo prestare più attenzione al nostro amico corpo. Possiamo curarlo, amarlo. E soprattutto quando necessario, affidarci a chi è più competente di noi e pregare Dio che “ce la mandi buona”. Ma mai, e dico mai, arrenderci e mai abbandonare i nostri sogni, le speranze e la Vita. Questo è tutto quello che abbiamo. Ora e sempre. Buon viaggio a tutti. Gg

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Al supermercato ho incontrato Dio

Davvero sembra incredibile a dirlo ma è realtà. Talvolta al supermercato trovi quel calore, quella semplicità, quello spirito di condivisione che dovresti trovare entrando in chiesa e spesse volte non trovi. A me è capitato questa sera. Sono entrata in chiesa per trovare gioia e ne sono uscita con mestizia. Sono entrata in un supermercato a comprare gorgonzola, vabbè lasciamo stare eh eh, e ho trovato accoglienza. Gioia. Simpatia ma soprattutto quella gentilezza che ti fa guardare con occhi puliti il mondo.

Lo so che Dio è ovunque. Però, sarebbe anche ora di rimettere un pò le cose apposto e di rendere le chiese “casa di Dio”.

E’ l’amore che fa la differenza

“Non è per la grandezza delle nostre azioni che noi piaceremo a Dio, ma per l’amore con cui le compiamo.”

San Francesco di Sales

Laico o cattolico, questo il dilemma?

laico o cattolico

non è un sospiro

è arroganza

credere

di essere nudi

se si è se stessi

ma credere non è la scelta

di un mondo

che vuole

tornare indietro

prima guardo al cuore

spengo la paura

cerco parole

seguo sorrisi

laico o cattolico

non è una scelta

l’essenza è vivere

l’amore

non privare la vita

di un dolce gioco

un sospiro di oggi

fino a domani

credi in quel che “senti”

ma non temere

i prepotenti

i sapienti

fidati di te

e di chi umilmente

apre le braccia

accogliendo

te come sei

esattamente come sei

senza giudizi

nè arroganza

senza superbia

o versi di saccenza

laico o cattolico

non ha senso

nel cuore

di chi sa che amando

ha visto l’unico Dio

il cui nome non sempre

è già questo

ma d’amore

colma la tua esistenza

(Giovanna Giaquinto)

Tolleranza zero o zero Tolleranza?

 

Quanta intolleranza. Tutti detentori dell’unica verità e così si arriva a scontri anche cruenti solo per far valere le proprie ragioni. Io rispetto tutti o almeno ci provo. Sbaglio perchè, purtroppo, mi capita. Però una cosa è certa, più si urla e meno si ascolta. Si “vince” per forza vocale ma si perde in termini di vita. Oggi ogni “tema” crea alterne posizioni. Ognuno ha la sua visione e tende a prevaricare quella altrui. Quasi come se alla fine si vincesse un premio. La religione è uno di questi temi caldi. Eppure, mi viene da pensare che la religione non dovrebbe creare divisioni, quanto piuttosto rispetto reciproco. E invece no. Perchè? Perchè anche la religione è di “invenzione” umana. Credere è un’altra cosa. Ma rispettare i dogmi di una qualunque religione è un discorso del tutto umano. Io credo in Dio. Qualcun altro crede ad Allah. Altri ancora a Maometto, Geova. Ognuno crede nel “suo Dio”. E si crea sempre più confusione. Non dico sia sbagliato avere “credo” differenti, per carità ma se ognuno di noi, al di là del nome, credesse e vivesse nell’amore e dell’amore, forse tutte queste differenze sarebbero irrilevanti. Mi fanno paura tutte queste differenze. Tutto questo vendersi e offrirsi al “mercato delle religioni”. Non credo debba essere così ma piuttosto, credo che abbiamo distrutto ogni forma  di tolleranza nell’aver evidenziato le differenze. Quando invece le differenze dovrebbero servire per arrivare davvero alla verità, quell’unica verità che credo nel tempo ci porterà a comprendere l’infinita essenza della vita.

Altro argomento attinente alla religione che crea divisioni e spaccature è la famiglia. Si fanno convegni. Si grida agli attacchi che questa subisce ma c’è un particolare. Io e ripeto, questo è il mio pensiero, non credo che se qualcuno “ama” in maniera differente da come “ama” la maggior parte delle persone stia attaccando la famiglia o ne determini la disgregazione. Anzi. Io credo che la visione di famiglia sia una delle cose più belle al mondo. Famiglia sono l’uomo e la donna che generano un figlio. Ma famiglia è anche chi figli non ne genera. La famiglia si regge sull’amore, nell’interpretazione che ne dò io. Per quanto riguarda la legge degli uomini è un’altra cosa. Infatti la legge italiana individua la famiglia all’art.29.1 Cost. e sancisce che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.  E siccome stamattina sono curiosa, sono andata a cercare la definizione di famiglia sul dizionario. E anche quella, così “tristemente” diffusa, sempre secondo il mio “ingenuo parere” di “famiglia naturale”. Perchè non mi sembrava di aver mai sentito tale definizione negli anni passati. Così ho scoperto tante cose. Di seguito inserisco il link a un articolo che mi è piaciuto molto e mi ha fatto un pò di chiarezza.

http://www.diritto.it/docs/33483-la-famiglia-come-societ-naturale-fondata-sul-matrimonio?page=1

Certo al giorno d’ggi, come anche in passato, a questo mondo, tutto può degenerare. Ma tutto può anche essere diverso da quello che si crede e visto che oggi sta assumendo una notevole importanza il “sesso” a discapito dell’amore, vorrei precisare il mio punto di vista che è questo “non di solo sesso vive l’uomo (e la donna) ma di ogni parola d’amore che genera il suo cuore”.

Mi auguro, con il mio punto di vista e con la mia voglia di comprendere ciò che non sempre mi è comprensibile, di non aver urtato la sensibilità di nessuno ma credo che oggi bisogna cominciare a guardare all’uomo che ha bisogno di ascolto. Che ha bisogno di comprendere il proprio “modo di amare” senza “rinnegarlo” per paura di una società che lo condanna a priori e senza capire che il “modo di amare” non è una scelta ma è un dono che va oltre le parole.

Vi auguro buona giornata e spero che gli uomini e le donne, un giorno potranno parlare senza urlare. Potranno amare senza giustificarsi. Potranno vivere senza nascondersi. Potranno pregare senza temere. E soprattutto potranno creare un’unica grande immensa famiglia in cui ognuno, si prende cura dell’altro e dell’altra. Perchè altrimenti non arriveremo da nessuna parte o meglio intraprenderemo la direzione della vita “amara”.

Non si accettano miracoli

A dir la verità, avevo voglia di stare insieme ai miei amici e godermi un film leggero, facendomi quattro sane risate. Così quando mi hanno proposto di andare a vedere “si accettano miracoli” ho accettato, contenta. Premetto che non amo andare al cinema, ma ogni tanto non “mi dispiace”. Comunque. Era la domenica precedente l’epifania. C’era una marea di gente e così non solo abbiamo preso in anticipo i biglietti, aggiungendo al prezzo normale €1 di prevendita ma siamo arrivati nel multicinema un’ora prima. Con i miei amici, volevamo passare un pò di tempo insieme a chiaccherare. E così è stato. Abbiamo scherzato, giocato. Qualcuno ha comprato da mangiare e ha mangiato. Abbiamo fatto “selfie” irrefrenabili. Ma non ci hanno fatto accedere nella sala per vedere il film che avrebbe dovuto essere proiettato alle 21. Ricordo ancora le parole della mia amica Irene: “sì andiamo, però non facciamo troppo tardi, sennò mi addormento”. Per la serie “le ultime parole famose”. Manca poco alle 21 e le persone cominciano ad avvicinarsi alla sala. La calca aumenta ma … le porte non si aprono. Si diffonde una voce: “lo spettacolo inizia alle 21.45”. Ed io che pensavo che solo “trenitalia” fosse causa di ritardi. Eh no. Anche al cinema, a quanto pare, i film hanno un margine di ritardo. Ma stiamo scherzando? Non ci posso credere. Siamo ancora tutti attoniti. Assurdo. Comunque, non ci creiamo nessun problema. Con i miei amici ci spostiamo all’esterno del multisala mentre Domenico finisce i popcorn che voleva consumare durante la visione dl film. Ci mettiamo a giocare a “biliardino”. Un paio di partite finchè non arriva un bambino con il papà che domanda “state giocando?” – che dire. Ok, no. Abbiamo lasciato il campo da gioco e siamo ritornati in “sala d’attesa”. 22.45 finalmente entriamo in sala. Ci accomodiamo e inzia il film. Per quanto non ami andare al cinema, perchè non puoi parlare. Ognuno è come se fosse un’entità a se stante. Amo il grande schermo. Mi piace vedere tutta quella gente che si gode lo spettacolo. Tante persone una accanto all’altra che neanche si conoscono…Ops…Comunque, dicevo, inizia il film e … Siani comincia a fare il “simpatico”. Con me c’era anche la mia collega. A lei è piaciuto tanto il film. A me non tanto anche se nessuno mi crede perchè ho riso dall’inizio alla fine. Ogni cosa che accadeva mi ricordava il mio ambiente di lavoro e quindi era un continuo “gioco” con la mia collega. Irene, invece, continuava a stupirsi, visto che ridevo anche quando, all’apparenza, non c’era motivo. Comunque credo che la nostra Italia dia possibilità di lavoro a chi non le merita. Poteva essere bella l’idea del film ma, secondo me è stata trattata in maniera “approssimativa”. Un’accozzaglia di battute e di “prese in giro” senza sosta. Inoltre di temi ce ne erano tanti. Dalla ragazza non vedente che ha fatto scoprire, non si sa come, a Siani i profumi. I ragazzini orfani che, nonostante le difficoltà, se la sanno cavare ma anche questo è lasciato all’immaginazione e soprattutto, mi spiegate come è possibile che di due fratelli, uno ha l’accento del nord e un altro ha l’accento del sud? Peccato. Perchè io “i miracoli” non solo li accetto ma li vedo in ogni momento di questa vita. Ogni essere che nasce, vegetale o animale che sia, per me è un miracolo ma in questo film il “miracolo” qual è? Mi piacerebbe suggerire a chi produce film di guardarsi un pò in giro e di scoprire tutti quei talenti che, ovunque, saprebbero realizzare opere di maggiore spessore, molto più divertenti ma che non sanno da che parte “sbattersi” perchè per loro, tutte le porte sono chiuse. Aprite le porte alla creatività vera. Menzione di Dio. Questo sì sarebbe un gran miracolo. Parola di Gg

Sono contro ogni forma di strumentalizzazione

Posso essere uno strumento solo nelle mani di Dio … al resto ci penso Io (parola di Gg)

Stamattina mi son chiesta se…

Stamattina mi son chiesta se...

Dio solo può dare la fede;
Tu, però, puoi dare testimonianza.

Dio solo può dare la speranza;
Tu, però, puoi infondere fiducia.

Dio solo può dare l’amore;
Tu, però, puoi insegnare all’altro ad amare.

Dio solo può dare la pace;
Tu, però, puoi seminare l’unione.

Dio solo può dare la forza;
Tu, però, puoi dare sostegno ad uno scoraggiato.

Dio solo è la via;
Tu, però, puoi indicarla agli altri.

Dio solo è la luce;
Tu, però, puoi farla brillare agli occhi di tutti.

Dio solo è la vita;
Tu, però, puoi fare rinascere negli altri la voglia di vivere.

Dio solo può fare ciò che appare impossibile;
Tu, però, puoi fare il possibile.

Dio solo basta a se stesso;
Egli, però, vuole poter contare su di Te.

(Preghiera di una comunità cristiana del Brasile)

Credo che per Credere …

…Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l’affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che ci ho un buco grosso dentro, ma anche che il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti ti serve molta energia. (Radiofreccia)

Credo … Credo che l’Amore porta Amore … Credo …

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

maplesexylove

_Fall in love with style_

" i cunti"

Racconti e conversazioni dal Salento

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

Diabetic World Traveler

¿Quién dijo que la diabetes fuera un límite? Que nada te impida perseguir tus sueños...

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Mi ci mancava solo il Blog

SIGNORASINASCE by Stefania Diedolo

Si finisce sempre per dare il bacio della buonanotte alla persona sbagliata. Arthur Bloch

La Metamela

Nella citta’ della moda e degli aperitivi....e in un mondo dove se non ti sposi e non fai figli ti considerano «strana» come sopravvive una single?

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