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Quelle cose strane che capitano nel traffico

Ma avete presente cosa vuol dire essere imbottigliati nel traffico? Sì lo so che lo sapete. Sei lì nella tua auto e vedi auto che spuntano da tutte le parti. Sono davanti, dietro di te. Lateralmente cercano di infilarsi. Qualcuno ti manda a “quel paese”. Qualcun altro comincia a suonare il clacson. Poggia la mano sul clacson e non la smette. A quel punto non ce la fai. Finchè all’improvviso quel suono non diventa una melodia. Non un’unica nota trattenuta ma un suono, una voce che cerca di uscire da quell’auto. E’ il motore che non sopporta più il guidatore e cerca di uscire. Non può spalancare il cofano e allora esce sottoforma di musica.

E allora, ecco che tutto cambia. La tua fantasia ha trasformato una situazione disagevole in un sogno. In un gioco. Un meraviglioso gioco in cui cerchi di immaginarti fuori dall’auto e diventi il protagonista di una storia avvincente. L’auto in corsa e tu che cerchi di mantenere il volante. Ogni tanto schiacci i pedali, non so come, ma questo poco importa e intanto vedi la tua proiezione che si lancia sul cofano dell’altra auto e cerchi in ogni modo di aprirlo. Ci riesci dopo innumerevoli sforzi. Gli addominali ti si irrigidiscono, perchè almeno nella tua fantasia gli addominali ce li hai. I bicipiti si caricano di una forza inaspettata. Ed ecco che il motore può uscire. Il clacson smette di suonare e l’auto si ferma.

Sei soddisfatto e ora puoi continuare il tuo breve “viaggio”. Ancora colonne di auto ti impediscono ti procedere eppure tu, viaggi a suono di musica. La radio è sempre accesa. E tu vedi le persone che vanno a piedi e le immagini che fanno una splendida danza al suono della musica che stai ascoltando. E ti viene da ridere. E ti senti bene. Eppure sei ancora lì, bloccato ne traffico di punta. Ma non ti crucci. Attendi. Sogni, giochi.

Sei consapevole, tanto, che prima o poi finirà. Perchè è sempre così, tutto finisice e allora perchè perdere tempo prezioso arrabbiandoti, sbattendo i pugnu sul volante, inveendo con questa o quella macchina? No, godi del tuo tempo anche se sei “prigioniero” temporaneo di una strada vincolata. Ma tu puoi volare con la fantasia e allora, vai. Vai. Sei libero, sempre e comunque. Credici …

Buon pomeriggio viaggiando in una fantasia reale …

Se solo mi guardassi …

Non è una canzone per TUTTI perchè, non TUTTI hanno “occhi” per “guardare”. In questo mondo ci sono persone che, purtroppo, credono di essere “superiori”, “immuni” da qualunque difficoltà e trattano gli altri in base a quanto possono “offrire” in termini di “ricchezza”, “apparenza”, “potere” …. ma, ringraziando il cielo…ci sono persone che conoscono il senso dell’AMORE, che hanno “occhi” per “vedere” e per “mostrare” e mani per stringere in un abbraccio che sa andare oltre le parole e il tempo… GRAZIE VITA!!! Con l’augurio che, nel tempo, questa diventi una canzone per TUTTI! Perchè, io lo so, un giorno l’umanità intera aprirà gli occhi e AMERA’ . Un sorriso, Gg

Basta “solo” un pizzico di immaginazione…

…ci sono parole che possono limitare un “viaggio”. Una di queste parole è “solo”. E’ “solo” un cane. E’ “solo” un bambino. E’ “solo” un uomo. E’ “solo” un gioco. E’ “solo” Giovanna. E’ “solo” un sogno. Basta una parola per smontare qualcosa che di sicuro non è “solo”. Inocoraggiamo SEMPRE le persone che ci AMANO perchè forse per loro il nostro “giudizio” è fondamentale o semplicemente molto, molto IMPORTANTE…

questo è “solo” un film…ma “nonostante” quel “solo”, talvolta, arriva dritto al cuore…basta “solo” un pizzico di immaginazione…

Un sorriso e che sia una  settimana di fantastica immaginazione…

Giovanna

Non T’incazzare

Un arcobaleno ha abbracciato i miei pensieri e ha condotto i miei istanti verso una libertà fatta di parole, laddove sfogliare immagini diventa reale quanto respirare emozioni.

Ormai, da tempo immemore, la meta del mio peregrinare è ben nota come “libreria”.  Ho camminato fra gli scaffali. Ho respirato pagine dallo spessore differente. Ho giocato con titoli di ogni forma e colore. Ho sparpagliato i miei pensieri in quei luoghi dove due donne parlavano dei ricordi di infanzia in cui un’insegnante spiegava ad una delle due l’esatta postura.

“Ah bei tempi”. E dal ricordo una nuova prospettiva: provare il pilates per non far perdere il ricordo di un’esatta posizione corporale.

Dopo aver scrutato un pò nelle vite letterarie dei miei “compagni d’acquisto” (è un’esperienza senza pari osservare i clienti di una libreria), mi è capitato fra le mani un libro che ho sentito l’esigenza di adottare:  “il mago del vento”.

Senza indugio l’ho preso e sono andata alla cassa. Lì c’era un uomo che sbraitava, facendo sentire il peso della sua autorità ad una ragazza che, forse, aveva commesso qualche “imperdonabile” errore. Le parole, seppur sommesse della donna, non hanno placato il suo capo. Il responsabile. L’uomo non ha smesso di urlare neanche in mia presenza. Ho fatto l’indifferente. Ho guardato in giro ma la situazione era un pò imbarazzante. Ed è proprio allora che è accaduto il fatto. I miei occhi si sono appoggiati sul libro sul bancone:

In quel momento ho provato l’irrefrenabile desiderio di afferrare il libro, alzarlo e mostrarlo all’uomo così arrabbiato. “Su su…chi te lo fa fare…Non t’incazzare che fa male”…Tranquilli, non l’ho fatto nel timore si arrabbiasse ancora di più ma ho dovuto frenare la mia risata perchè la scena nella mia fantasia era troppo divertente…

Ho pagato. Ho preso il mio mago del vento e mi sono lasciata condurre sulle onde della mia ilare fantasia…

Buona notte o Buon giorno a te che stai leggendo e provaci…per una giornata, pensaci e NON T’INCAZZARE!!!

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…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

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