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Quel che è stato, è stato. Oggi è un altro giorno. O no?

Che delusione! Che brutto iniziare così un racconto. Eppure è quello che ho provato. Anche la delusione è parte della vita. Una piccola parte, grazie al cielo ma esiste. Ieri sera sono stata dopo anni al ristorante cinese. Lo so che molti di voi faranno una faccia schifata pensando a quello che si può trovare nel piatto. Riso. Spaghetti. Gamberi. Pollo. Involtini primavera. Mandorle. Fette di limone. Salsa di soia. Olio. La maggior parte delle pietanze sono fritte. Però, una volta si può fare. Erano anni che non andavo. Eppure un tempo era un appuntamento fisso. Con i miei amici di allora, ne ho girati tanti, a partire da quel giorno di San Patrizio in cui la mia amica disse “io non andrò mai al ristorante cinese”. Lo ricordo come se fosse ieri. Eravamo sedute sulle scale di una chiesa. La “nostra” chiesa. Quella che ci ha fatte incontrare. Scontrare. Crescere. Abbiamo provato. Primo ristorante cinese. Un divertimento unico. Pietanze ignote. Strane. Le bacchette. Quelle che ci facevano intrecciare le dita. La condivisione dei piatti. Abbiamo provato tutto, o quasi. Abbiamo riso, tanto. Involtini primavera. Riso alla cantonese. Pollo alle mandorle. E poi a quelle due amiche si sono aggregati altri amici. E in tanti diventa ancora di più una festa. L’importante è, essere affiatati. Comprendersi. Avere la voglia di sperimentare. Provare. Giocare. Perchè in fondo per noi italiani, mangiare cibo cinese è un gioco piacevole. La cucina italiana, si sa, non ha eguali. Il senso non è “andiamo a mangiare” ma “andiamo a divertirci”. Lo so, avete ragione, col cibo non si gioca. Ma il gioco è proprio assaporare. Sgranare gli occhi insieme. Assaggiare. Non comprendere il gusto. Riprovare. Guardarsi negli occhi e scoppiare a ridere. Forse i tempi cambiano. Forse il ristorante di ieri sera non era il massimo, e questa è una certezza. Era pessimo. Sia per il cibo che per la struttura. Era “freddo”. Sembrava un “fast food” più che un ristorante di quelli che “piacciono a me”. Forse i cellulari sono diventati troppo protagonisti di questa vita e si perde più tempo a rispondere, a scattare foto a cercare “qualcun altro” piuttosto che godersi un momento INSIEME. Forse… Troppi forse che rubano “istanti preziosi”. Che delusione! Penso che non andrò più al ristorante cinese. Credo ricorderò i giochi fatti in passato e li custodirò nel profondo. Ecco, e questo mi sembra un grande pensiero felice. Quel che è stato è stato. Oggi è un altro giorno. Gg

 

Parlano parlano parlano parlano parlano parlano paaa

E stamattina di corsa. No, non ho fretta. E’ che da una decina di giorni, finalmente, ho ripreso a correre. Ok, corro a modo mio, magari sbaglierò, ma mi sento così bene. Leggera. E la gravità non c’entra nulla. E felice. Ed emotivamente carica. Che ve lo dico a fare. Lo sapete anche voi che ogni volta che si dà spazio all’energia del corpo il mondo ti sorride. La natura ti corre incontro e il sole ti abbraccia mentre le nuvole ti solleticano l’anima. Eppure, nel momento preciso in cui tutti i pensieri sono usciti dal tuo corpo e tu, ti senti bene, ecco che arriva l’inopportuno. L’inopportuno, di solito, arriva, quatto quatto, in macchina. Una macchina “scassata”, vecchia, con i finestrini spalancati, perchè priva di aria condizionata. E lui, l’inopportuno è ovviamente, sovrappeso, e non di poco. Non fa un passo a piedi neanche per causa di forza maggiore, eppure … Eppure, si è fermato. Ha fermato la mia corsa. E poi ha detto: “scusa ma te lo devo dire, quello che tu fai non è ginnastica. Devi appoggiare i talloni a terra. Oppure devi camminare velocemente. Altrimenti non serve a nulla”. Lo guardo sbigottita. Ma lo lascio parlare. “Ad esempio c’è la cugina di mia moglie che va a correre con un bastone e così fa ginnastica con tutto il corpo”. Gli ho risposto “ok, prenderò esempio”. E ho continuato per la mia strada. Il problema, però è che se a dare dei consigli sportivi fosse stato uno sportivo. Qualcuno con le scarpe da ginnastica. Con i pantaloncini e con le gocce di sudore sulla fronte, il suo discorso sarebbe stato credibile e degno di essere considerato ma … l’inopportuno credo, che non ci abbia mai provato a correre. L’unica cosa, stamattina ha preso cinque minuti della mia vita per rimproverarmi e per non lasciarmi nulla. Continuerò a correre. E continuerò a farlo senza “sapere come” ma, se qualche sportivo vero, volesse offrirmi dei suggerimenti, sarei ben lieta di accoglierli e metterli in pratica. Un abbraccio e buona giornata a tutti, anche all’inopportuno.

(Testo di Giovanna Giaquinto)

Fai rumore nei sogni di qualcuno ma …

Fai rumore nei sogni di qualcuno solo per farlo svegliare con il cuore felice. Altrimenti lascialo dormire.

Massimo Bisotti

Ma noi siamo egoisti. Non pensiamo al futuro. O meglio. Pensiamo sempre al futuro tranne adesso. Tranne in questo momento in cui incontriamo una persona che, forse, ci piace. Che attrae i nostri sensi. Che ci fa svegliare le nostre passioni emotive. Non pensiamo all’amore. Forse. Pensiamo al momento presente. Anche se viviamo proiettati nel futuro. Ma ora no. E chi se ne frega se magari di fronte a noi c’è qualcuno pronto ad AMARCI e non solo ad “amarci”. Attenzione, dunque. Tanto a rimetterci non saranno sempre e solo gli altri. Non scherziamo con l’amore. Non è un gioco.

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Beautiful mind in a beautiful world

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

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Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

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