Archivi Blog

Ottobre il mese più dolce … ascolta …

Ascolta Ottobre di Carmen Consoli reinterpretata all mia voce …

Ottobre …

Ottobre era il mese più dolce
i baci e le carezze sotto l’albero di limone
l’uva era la nostra refurtiva preferita,
la vendemmia una sacrosanta tradizione di famiglia.

Ottobre era il mese migliore per scorgere i tramonti
che infuocavano l’orizzonte.
Trafelate ci alzavamo e con disinvoltura rientravamo in scena
con le gote rosse ed una buona scusa.

Quel crocevia, un’imminente decisione da prendere
piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno
fosse stato il prezzo della libertà.

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà
Lasciare tutto e accontentarsi di niente
già bastava il fatto in sé di esistere
Riaprire gli occhi e lasciarsi sorprendere…

Ottobre infinito candore
la nostra adolescenza appesa ai moti altalenanti del cuore
La fuga diventava unica e sola via d’uscita,
un tuffo al buio necessario negli abissi di una nuova vita

Quel crocevia, un’imminente decisione da prendere
piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno
fosse stato il prezzo della libertà

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà,
lasciare tutto e accontentarsi di niente
dare voce a una nascente identità
Il paradiso poteva anche attendere

Attendere…

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà,
lasciare tutto e accontentarsi di niente
dare voce a una nascente identità
Quel paradiso poteva anche attendere
Dovevamo ancora cominciare a vivere…

Tu, riflesso della mia vita, spostati!


Foto di Matteo Falcone (http://www.fotocommunity.it/fotografa/matteo-falcone/782380)

Che confusione! Sarà perchè ti amo. Questo era il primo verso di una famosa canzone dei ricchi e poveri. Oggi la confusione c’è perchè tutti siamo un pò sbandati. Pensiamo che la modernità, la tecnologia che avanza, il nuovo, ci possano portare verso la libertà e invece ci rendono ancora più vincolati ai nostri stereotipi. Questo è male. Questo è bene. Questo si fa. Questo no. Quanto “piccoli” siamo se riconduciamo tutta la nostra esistenza a un permesso o a una negazione. Non è così. La vita è un percorso. Ha un inizio e a quanto pare, questa è una certezza, almeno per ora, una fine terrena. Nel frattempo possiamo fare e dire tutto quello che vogliamo. Abbiamo a disposizione molteplici scelte. Eppure, ci lasciamo condizionare. No, non dagli altri. Da noi stessi. Dal riflesso che il nostro giudizio ha negli occhi altrui. Sì. Vi spiego. Io mi sento giudicata tanto quanto giudico chi è fuori da me. E forse giudico gli altri, proprio perchè io mi sento infinitamente piccola da non riuscire ad apprezzare le miriadi di possibilità che mi rendono così specialmente unica. Ed ecco che il mio giudizio mi spinge a dire “questo non si fa. Questo sì”. Continuo a dare permessi o a negarli, a seconda del mio umore. Eppure, non sono nessuno per poterlo fare. La verità non è nelle mie mani. Essa è stata distribuita nel mondo intero. Dal suo inizio fino al termine di ogni singolo giorno. Se ognuno di noi parlasse. Se ognuno di noi ascoltasse. Se ognuno di noi si rendesse conto delle infinite possibilità che si potrebbero aprire dinanzi a noi, riusciremmo a sconfiggere, in primo luogo la sofferenza. Vivremmo appieno l’Amore e ci sentiremmo leggeri. Eppure, siamo convinti che per apprezzare il “bene” dobbiamo vedere il “male”. Perchè non riusciremmo a vivere sempre in una condizione beata. Ma siamo proprio sicuri di questo? E siamo proprio sicuri che una situazione beata sarebbe piatta? Io non credo e nessuno può dimostrare il contrario. Però possiamo dimostrare che il modo di vivere che abbiamo oggi, ci conduce tutti verso indicibili sofferenze. Fisiche e morali. No tranquilli, non sto dicendo che sarebbero debellate tutte le malattie. O forse, almeno in parte, sì. Ma voi lo sapete che una malattia condiziona almeno l’80% della vita di una persona? E non solo nel senso della sofferenza fisica ad essa associata ma anche relativamente alla condizione che la persona che vive con una malattia deve affrontare nella società. Il disagio. L’imperfezione. L’incomprensione. La fuga. E sovente, la pena.  Non è semplice essere soli. Diversi. Sensibili e desiderosi di vita. Ma questo forse è un altro argomento. Però, diciamo che se il mondo fosse una carezza di vita, in cui ciascuno smette di guardare all’altro in senso negativo, reputandolo, magari anche “meno fortunato”, forse ne guadagneremmo in salute e in presenza di spirito. La religione avrebbe una sola essenza. E ognuno offreribbe il proprio piccolo pezzo di un vasto, immenso, inspiegabile puzzle che ci renderebbe, davvero, non solo esseri umani ma anche e soprattutto esseri felici. Parola di Gg

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

" i cunti"

Racconti e conversazioni dal Salento

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

elinepal

Mi ci mancava solo il Blog

SIGNORASINASCE by Stefania Diedolo

Si finisce sempre per dare il bacio della buonanotte alla persona sbagliata. Arthur Bloch

La Metamela

Nella citta’ della moda e degli aperitivi....e in un mondo dove se non ti sposi e non fai figli ti considerano «strana» come sopravvive una single?

OggiScienza

La ricerca e i suoi protagonisti

MiSCRI20

"scrivere a questo mondo bisogna, ma pubblicare non occorre"

Pensieri lenti

idee spunti testi saggezza poesia

52settimanediorganizzazione

Obiettivo: organizzazione! Voglio avere una casa ordinata, pulita e mia, a basso costo e col massimo rispetto dell'ambiente

vagone idiota

Spesso un treno é un teatro mobile.

Il blog di Ehiweb

Ehiweb - Tanti servizi, un solo fornitore

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: