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Quell’incredibile voglia di Amare

Voler bene, amare qualcuno è la cosa più difficile al mondo. Non perchè Amare sia difficile. Anzi. Questa è davvero la parte più semplice. E’ quell’impulso inarrestabile che ci spinge in una determinata direzione e che non puoi controllare. Non puoi gestire. Devi solo andare. Devi solo lasciarti andare. E il problema è proprio questo: quando ti lasci andare, metti a nudo tutto di te. La tua anima. I tuoi pensieri. I tuoi sorrisi. I tuoi attimi. E soprattutto la parte più delicata di te che, solitamente, tieni più riparata. Protetta dal dolore. Dalla sofferenza. Da tutti quei fattori esterni che sanno sbilanciare il tuo equilibrio. Ed è proprio a questo punto che viene il difficile. Esserti esposto, ti rende vulnerabile. Sprovvisto delle tue barriere. Di quelle corazze che proteggono il tuo cuore, la tua anima. E ora? Ora, ci sono due alternative. Ti va bene. La tua vulnerabilità paventata all’esterno, viene protetta da quella persona a cui l’hai affidata. Ti va male. E la tua vulnerabilità diventa il punto più complesso della tua esistenza. Per questo Amare non è facile, pur essendo la cosa più semplice e spontanea da fare. Oggi, riflettevo sulle persone che mi circondano. Sulla gelosia. Sul possesso. Sulla paura. E so che, nella mia vita, ci sono poche persone che abitano il mio cuore, ma so anche che quelle persone sanno fare di me un tesoro e soprattutto, pur amandomi, mi lasciano completamente libera di essere, di amare, di condividere. Non mi trattengono. Non mi spingono. Mi lasciano libera di essere, semplicemente, me stessa. Gg

Ottobre il mese più dolce … ascolta …

Ascolta Ottobre di Carmen Consoli reinterpretata all mia voce …

Ottobre …

Ottobre era il mese più dolce
i baci e le carezze sotto l’albero di limone
l’uva era la nostra refurtiva preferita,
la vendemmia una sacrosanta tradizione di famiglia.

Ottobre era il mese migliore per scorgere i tramonti
che infuocavano l’orizzonte.
Trafelate ci alzavamo e con disinvoltura rientravamo in scena
con le gote rosse ed una buona scusa.

Quel crocevia, un’imminente decisione da prendere
piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno
fosse stato il prezzo della libertà.

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà
Lasciare tutto e accontentarsi di niente
già bastava il fatto in sé di esistere
Riaprire gli occhi e lasciarsi sorprendere…

Ottobre infinito candore
la nostra adolescenza appesa ai moti altalenanti del cuore
La fuga diventava unica e sola via d’uscita,
un tuffo al buio necessario negli abissi di una nuova vita

Quel crocevia, un’imminente decisione da prendere
piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno
fosse stato il prezzo della libertà

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà,
lasciare tutto e accontentarsi di niente
dare voce a una nascente identità
Il paradiso poteva anche attendere

Attendere…

Il paradiso poteva anche attendere
fosse stato il prezzo della libertà,
lasciare tutto e accontentarsi di niente
dare voce a una nascente identità
Quel paradiso poteva anche attendere
Dovevamo ancora cominciare a vivere…

Giudici dell’ingiustizia?!

Tutti stiamo diventando giudici, quando giudici non siamo. Aspiriamo alla libertà eppure cerchiamo di privarne il prossimo. E poi qualcuno cercherà di toglierla a noi e grideremo “all’ingiustizia”. E’ una ruota che gira mentre la vita è un punto che cammina all’infinito e quando incontra altri punti può solo creare un disegno meraviglioso, ma, purtroppo, ancora oggi ci rifiutiamo di vederlo. Per paura. Per non accettazione dei nostri limiti. Del nostro essere. Delle nostre differenze. Eppure siamo tutti così belli in fondo al nostro cuore ma non vogliamo (ci spaventa) che la bellezza emerga… Buona giornata di disegni di cuore 😉 Gg

L’opinione altrui “opina” il cuore mio?

“Questa era la libertà: sentire ciò che il cuore desiderava, indipendentemente dall’opinione degli altri”  – Monte Cinque

Estemporaneamente

Un sogno. Un desiderio. Una vita. Mi piace così. Buona domenica

Parlano parlano parlano parlano parlano parlano paaa

E stamattina di corsa. No, non ho fretta. E’ che da una decina di giorni, finalmente, ho ripreso a correre. Ok, corro a modo mio, magari sbaglierò, ma mi sento così bene. Leggera. E la gravità non c’entra nulla. E felice. Ed emotivamente carica. Che ve lo dico a fare. Lo sapete anche voi che ogni volta che si dà spazio all’energia del corpo il mondo ti sorride. La natura ti corre incontro e il sole ti abbraccia mentre le nuvole ti solleticano l’anima. Eppure, nel momento preciso in cui tutti i pensieri sono usciti dal tuo corpo e tu, ti senti bene, ecco che arriva l’inopportuno. L’inopportuno, di solito, arriva, quatto quatto, in macchina. Una macchina “scassata”, vecchia, con i finestrini spalancati, perchè priva di aria condizionata. E lui, l’inopportuno è ovviamente, sovrappeso, e non di poco. Non fa un passo a piedi neanche per causa di forza maggiore, eppure … Eppure, si è fermato. Ha fermato la mia corsa. E poi ha detto: “scusa ma te lo devo dire, quello che tu fai non è ginnastica. Devi appoggiare i talloni a terra. Oppure devi camminare velocemente. Altrimenti non serve a nulla”. Lo guardo sbigottita. Ma lo lascio parlare. “Ad esempio c’è la cugina di mia moglie che va a correre con un bastone e così fa ginnastica con tutto il corpo”. Gli ho risposto “ok, prenderò esempio”. E ho continuato per la mia strada. Il problema, però è che se a dare dei consigli sportivi fosse stato uno sportivo. Qualcuno con le scarpe da ginnastica. Con i pantaloncini e con le gocce di sudore sulla fronte, il suo discorso sarebbe stato credibile e degno di essere considerato ma … l’inopportuno credo, che non ci abbia mai provato a correre. L’unica cosa, stamattina ha preso cinque minuti della mia vita per rimproverarmi e per non lasciarmi nulla. Continuerò a correre. E continuerò a farlo senza “sapere come” ma, se qualche sportivo vero, volesse offrirmi dei suggerimenti, sarei ben lieta di accoglierli e metterli in pratica. Un abbraccio e buona giornata a tutti, anche all’inopportuno.

(Testo di Giovanna Giaquinto)

Sei libero di scegliere …

Ci sembra così semplice guardare gli altri. Gli errori degli altri. Le imperfezioni degli altri. Quel che manca agli altri. Quel che gli altri dovrebbero fare per migliorarsi. E ogni giorno ci facciamo maestri. Diciamo agli altri cosa fare, non fare, come farlo. Noi siamo obiettivi, diciamo. Devono cambiare, gli altri. Noi abbiamo deciso per gli altri.

Peccato. Noi non siamo maestri. Siamo allievi della vita. Oggi, noi possiamo guardare dentro noi. I nostri errori. Le nostre imperfezioni. Quello che ci manca. Ciò che dovremmo fare per migliorare ma … perchè dovremmo farlo, quando è così semplice indicare la “strada agli altri” …

Lo dovremmo fare. Pardon. Lo dovrei fare perchè io posso cambiare me. Posso migliorare me. Darmi nuove possibilità, ogni giorno. Credere in me. Giudicare, valutare, apprezzare me. E lasciarmi la libertà di scegliere il cammino da compiere. Il mio cambiamento potrebbe influenzare qualcun altro o forse no. Ma non importa. Importa solo che IO, ora, ho la possibilità di fare qualcosa di buono per me, con me e goderne. E allora perchè non farlo?

Gli altri … gli altri hanno il mio stesso diritto di poter scegliere. Chi sono io per decidere del cammino o della vita di qualcun altro? Chi sono io per poter dire a qualcun altro: “tu devi cambiare. Tu devi andare … Tu devi essere …”. Nessuno. E anche se fossi qualcuno per poterlo fare non lo farei, perchè ognuno ha il diritto di essere libero di scegliere per se stesso.

Oggi mi regalo questa LIBERTA’, perchè io e solo io posso regalarmela. Oggi … E che ognuno si senta LIBERO di poter SCEGLIERE per sè con AMORE e per AMORE … Gg

MA CHE CE NE FOTT’

Non comprenderai

non è un problema che mi tocca

Non saprai

ma non me ne dispero

Non condividerai

mi dispiace per te

Non crederai

e questo è male davvero

Non mi conoscerai

peccato

Mi giudicherai

“ma che ce ne fott”

Perdonate l’eufemismo ma è la frase che mi ripete sempre la mia collega quando qualcuno parla a sproposito o quando qualcuno cerca di farci uno “sgambetto” o ci giudicano a “prescindere”. Mi regala un sorriso ogni volta e allora lo giro anche a voi perchè in fondo … la bellezza è “sorridere dei guai” … buon sabato a NOI. Gg

 

La strategia del sorriso

Sì avete letto bene. Ho intitolato questo post proprio così: la strategia del sorriso. Abbiamo trasformato la vita in una strategia. Tutto è organizzato e ci viene illustrato, inconsapevolmente. fin da quando siamo piccolissimi. Ci fanno crescere con le istruzioni per l’uso. Questo si fa. Questo no. Peccato che tutto quello che si fa da piccolissimi altro non è che espressione di “bisogni fisiologici”. Il ruttino. La scorreggina. Lo starnutino. Il ditino nel nasino (vabbè questo forse no). Però veramente. Sono tutte quelle cose che, piano piano, i genitori vietano ai piccoli della famiglia. Che crescendo, si sentiranno sempre più costretti e costipati. Non scoraggiate i piccoli dall’espletare le proprie “funzioni fisiologiche”. Non sono queste che li renderanno “educati” e “conformi” quanto piuttosto sofferenti. Saranno i primi momenti in cui cercheranno rifugi. Si nasconderanno per “fare qualcosa” che è comune a tutti. E li renderanno “vulnerabili”. Perchè “gli altri”, nel momento in cui, non riusciranno a “trattenersi”, li giudicheranno, li derideranno, li disprezzeranno. Davvero questo vogliamo? Davvero a questo ci siamo ridotti? Insegnamo ai piccoli a essere liberi ma non maleducati, a mettere una mano davanti alla bocca ma non a “chiudersi”, ad amare e non a disprezzare. A scoprire la bellezza del proprio essere umani. La fisologia umana è così meravigliosa, perchè stroncare le attività di una vita? E poi, ci pensate a quanto sono belle le foto spontanee? Quelle in cui ciascuno di noi ha un’espressione così particolare, così naturale, da sollevare un sorriso benevolo. Sì, proprio quelle che evitiamo fin da sempre. Ecco anche quelle “bocciamo” e ai piccoli insegniamo in “sorriso costruito”. “Dai, su, fai un bel sorriso. Dai, dai”. Ma dove si è visto mai, un sorriso a comando? Oggi, un pò ovunque, però, il sorriso è così bello e vero solo quando è spontaneo. E allora invertiamo la tendenza. Torniamo alla verità dei nostri gesti primordiali. Riscopriamo la bellezza di non essere costruiti ma liberi. Fin da bambini, ritroviamoci bambini. Sarà il primo passo verso la felicità. Parola di Gg

Questa estate pensavo di fare una normale vacanza, invece …


Q
uesta estate pensavo di fare una normale vacanza. Mi sono trovata a fare un VIAGGIO. Un VIAGGIO di scoperta. Scoperta del luogo dove sono stata. Scoperta delle persone che ho incontrato. Ma, soprattutto scoperta di ME STESSA. Sono tornata a casa con un bagaglio più carico di quando sono partita. Ma non erano vestiti. Era “solo” la mia “consapevolezza”. Sono diversa. Mi sento diversa. Sorrido di più (sì è possibile :D) mi sento più leggera (e non parlo del peso fisico) più LIBERA o se volete, semplicemente LIBERA. Soprattutto FELICE. Carica di SPERANZA ma non quella che conduce all’ILLUSIONE ma quella che ti fa essere OTTIMISTA con realismo. Sono PROPOSITIVA. Sono “diventata ordinata” ma soprattutto mi sento CAMBIATA. Sono totalmente cambiata. Sono SERENA, più SERENA … e ho portato con me una STORIA ricca di personaggi  (il problema è trascriverla eh eh) … ho visto persone di diverse etnie convivere pacificamente. Ho visto persone mano nella mano, ho visto coppie, famiglie, persone “da sole” a scrivere racconti, storie, ovunque, sui prati, su una panchina, su un ponte, all’aeroporto. Ho parlato il linguaggio “del silenzio”.

Ho visto l’ordine, nonostante le diversità. Ho visto capelli di ogni colore. Ho visto occhi che non si stupivano. Ho visto calore, nonostante il “freddo”. Ho respirato gentilezza. Talvolta curiosità, ma era più la mia. Ho “sentito” un mondo in cui da sempre spero, possibile. Un mondo realizzabile. Ho visto bagni lindi, a ogni angolo. Ho visto gente che lavora col sorriso. Ho visto anche gente che parlava una sola lingua e questo è male … E’ necessario conoscere e parlare più lingue per non sentirsi isolati. Per capire e per farsi capire. Ho visto forme d’arte esprimersi in ogni modo e in ogni momento. Ho visto biciclette e pedoni circolare in libertà, senza correre il rischio di trovarsi travolti da un’auto, ho visto semafori in cui il giallo non indica solo “sta arrivando il rosso” ma anche “sta per arrivare il verde” … Ho salvato un libro “abbandonato”, in una piccola, in apparenza, ma carinissima libreria. Scritto in tedesco. “Il cammino di Santiago”. Ma un giorno saprò il tedesco, e lo potrò leggere anche in tedesco. Questo è il mio proposito, visto che sono sicura, tornerò nel luogo dove è cominciato il mio cambiamento … E ora so anche qual è il lavoro che fa per me (lo sapevo già, però … rinfrescarsi la memoria non fa mai male).

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

Gli Amabili Libri

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

maplesexylove

_Fall in love with style_

" i cunti"

Racconti e conversazioni dal Salento

LA PAGINA DI NONNATUTTUA

La strada giusta è quel sentiero che parte dal Cuore e arriva ovunque

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¿Quién dijo que la diabetes fuera un límite? Que nada te impida perseguir tus sueños...

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