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Il mio problema è l’uovo di Pasqua

A parte il senso vero e intimo della Pasqua che è meraviglioso e ne parleremo più avanti,c’è un altro senso che va oltre la Pasqua e coinvolge la vita nel suo complesso.

2014. Internet ci tiene aggiornati, più o meno, 37 ore su 24. Conosciamo molte delle malattie esistenti a questo mondo, di molte abbiamo compreso l’origine e spesso, siamo anche a conoscenza dei rimedi o dei farmaci per contrastarle. Talvolta, crediamo di essere così preparati che tiriamo fuori giudizi che non stanno né in cielo né in terra o peggio ancora, ci permettiamo il lusso di dare consigli, spesso inopportuni, a chi vive determinate malattie sulla propria pelle. Però, bando alle ciance, voglio raccontarvi in breve qual è il problema.

L’uovo di Pasqua. No, non vi sto prendendo in giro. Ma davvero questo è il “problema” che ho vissuto oggi. Cercavo un uovo di Pasqua senza glutine per una bimba affetta da celiachia. Starete pensando “e dov’è il problema?”

Ve lo spiego. Sono entrata in grandi pasticcerie, in supermercati e in piccoli negozi con un’unica domanda “avete uova di Pasqua senza glutine?”

La risposta sapete qual è stata? “No”. E vabbè può capitare. Basta andare in un negozio che ha prodotti specifici e risolvi il problema. Però, il problema sussiste perchè alla prima pasticceria, dove c’erano uova di Pasqua di ogni forma e misura. Con le nocciole, al latte, fondente, col riso soffiato, a forma di coniglio, uova striminzite, uova enormi. Nelle confezioni più sgargianti e variopinte. Eppure, tra tutto quel “ben di Dio”, non c’era un uovo senza glutine.

Vabbè, mi sono detta, capita. Mi sono fidata e sono andata via. Però, poi,sono entrata in un supermercato. E ho chiesto a una commessa, di nuovo “avete uova di Pasqua senza glutine?”. Anche qui la risposta è stata immediata “NO”. Stavolta però non mi sono fidata. Era troppo strano. Trovi di tutto al supermercato. E’ mai possibile non trovare un uovo privo di glutine? La celiachia non è una malattia ignota. Lo era una decina di anni fa ma, ora, proprio per nulla. Tanta gente ci convive. E così ho preso le uova in mano e ho cominciato a leggere le etichette. Una per una. Il primo uovo non riportava la dicitura “senza glutine”. Ok andiamo avanti. Il secondo neanche. Ma, all’improvviso, lui, l’inconfondibile uovo di Peppa Pig, con annessso pupazzo, riportava la dicitura che stavo cercando “non contiene glutine”. E anche l’uovo di Barbie è senza glutine.

A quanto pare a tanti che hanno un’attività commerciale interessano ben poco i problemi di una “minoranza”. Perchè preoccuparsi di dare una “corretta informazione” e magari con un bel sorriso dire “sì abbiamo anche le uova senza glutine. Eccole qua”. Secondo me sarebbe un notevole valore aggiunto però, per loro forse “una inutile perdita di tempo”. Che tristezza.

Volete sapere se ho detto qualcosa alla commessa ignara? Ebbene sì. Le ho fatto vedere l’uovo e le ho detto “ecco, quest’uovo non contiene glutine”. Lei “ah non lo sapevo, finora nessuno lo aveva chiesto”. “Se qualcuno te lo chiede, questo è senza glutine”. E lei, tranquillamente, ha girato i tacchi. Non ha neanche guardato la marca dell’uovo ed è andata per la sua strada.

Talvolta per fare “Pasqua” basta poco anche ascoltare una persona che “ti chiede il più semplice degli aiuti”.

Oggi ho imparato una grande lezione di vita. Non fermarsi MAI di fronte alla prima risposta negativa ma insistere, vagliare, indagare e solo dopo aver avuto la certezza, magari, battere in ritirata.

Grazie a questo giorno e un sorriso a tutti.

Ma ho un piccolo dubbio … a voi è mai capitata una cosa del genere!?

La fiducia non è un premio ma un atto di liberalità

Fiducia incondizionata

@Credo di aver incontrato la persona più incoerente al mondo. Credo di averlo sempre saputo ma di non essere stata abbastanza forte da cancellarne l’esistenza dal mio cuore. Non so perchè esistano persone così fugaci. Così meschine. Così vili. Così incapaci di essere sincere e scegliere un cammino vero.

Questa persona ha allertato i miei sensi. Ha svegliato il mio cuore e mi ha fatto comprendere che nulla è mai perduto finchè non lo perdi davvero. Ho rischiato di perdere me stessa. Ho rischiato di non volare più. Ho rischiato di rimanere incastrata in un sentimento inesistente. Non c’è nulla di peggio di una persona che non è capace di donare il proprio cuore con schiettezza.

Ho aperto gli occhi, durante il mio cammino ma continuavo ad essere abbagliata dal sole. Volevo e non volevo. Credevo e non credevo. Sentivo e non sentivo. Stavo diventando incoerente anch’io? No. Semplicemente stavo seguedo il mio percorso e credevo che quella persona potesse essermi accanto. Amavo il suo modo di ragionare. Di condividere. Di interpretare. Eppure non avrei mai desiderato far conoscere quella persona a chi amo. Non mi fidavo. Non mi piaceva. Incredibile, vero? Il nostro inconscio ha tutte le parole possibili ma noi non siamo per niente pronte ad ascoltarle. Vogliamo, incredibilmente, tutto ciò che non possiamo avere. Forse solo perchè questo ci svincola da tutte le nostre responsabilità.

Eppure, credetemi. Quello che talvolta, crediamo essere amore, in realtà non lo è neanche lontanamente. E non solo non è amore per gli altri ma soprattutto non lo è per noi.

Per quanti mesi, forse anni, non ho provato quell’amore che fa vibrare l’anima. E poi, all’improvviso ho creduto di vivere quell’emozione capace di destare tutti i sensi. Ma sbagliavo. Non era amore. O meglio era solo il vuoto che sentivo dentro. Quell’abisso che desiderava essere colmato. Da qualsiasi cosa fuorchè la solitudine. Eppure, ciò che importa è rendersene conto. Scoprirlo anche dolorosamente. Anche versando qualche lacrima o sentendo il cuore pesante. Ma ciò che conta è, finalmente, aprire gli occhi e cominciare a vivere.

Senza paure. Niente sensi di colpa. Senza rimproverarsi atteggiamenti o “troppo buonismo” per esserci sempre stata. No, questo non importa. Il passato è oltre il confine. E nonostante tutto quel che importa è essere stata sempre me stessa. Anche sbagliando. Anche offrendo un calice di fiducia a chi, in fondo, non meritava fiducia. Ma la fiducia non è un premio è un atto di liberalità. E’ la capacità di lasciarsi andare e vivere, senza temere quello che la vita può riservare a tutti noi.

L’unica paura che ho è solo “non riuscire a vivere” ma far passare questa paura compete solo a me. Per il resto, non ci sono paure che tengano. Io sono questo essere capace di raccontare briciole di infinito con la delicatezza di un bambino. Perchè è da sempre così. Il mio desiderio. Il mio sogno “nel cassetto” è stupirmi. E’ osservare il cielo e ogni spazio presente e futuro con meraviglia e senza malizia alcuna.

Grazie al cielo posso scegliere. E voglio farlo. Scelgo l’AMORE per me. Oggi.

Buona giornata e un sorriso di cuore a te che hai avuto la pazienza di arrivare fino a questo punto. Gg

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