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Tolleranza zero o zero Tolleranza?

 

Quanta intolleranza. Tutti detentori dell’unica verità e così si arriva a scontri anche cruenti solo per far valere le proprie ragioni. Io rispetto tutti o almeno ci provo. Sbaglio perchè, purtroppo, mi capita. Però una cosa è certa, più si urla e meno si ascolta. Si “vince” per forza vocale ma si perde in termini di vita. Oggi ogni “tema” crea alterne posizioni. Ognuno ha la sua visione e tende a prevaricare quella altrui. Quasi come se alla fine si vincesse un premio. La religione è uno di questi temi caldi. Eppure, mi viene da pensare che la religione non dovrebbe creare divisioni, quanto piuttosto rispetto reciproco. E invece no. Perchè? Perchè anche la religione è di “invenzione” umana. Credere è un’altra cosa. Ma rispettare i dogmi di una qualunque religione è un discorso del tutto umano. Io credo in Dio. Qualcun altro crede ad Allah. Altri ancora a Maometto, Geova. Ognuno crede nel “suo Dio”. E si crea sempre più confusione. Non dico sia sbagliato avere “credo” differenti, per carità ma se ognuno di noi, al di là del nome, credesse e vivesse nell’amore e dell’amore, forse tutte queste differenze sarebbero irrilevanti. Mi fanno paura tutte queste differenze. Tutto questo vendersi e offrirsi al “mercato delle religioni”. Non credo debba essere così ma piuttosto, credo che abbiamo distrutto ogni forma  di tolleranza nell’aver evidenziato le differenze. Quando invece le differenze dovrebbero servire per arrivare davvero alla verità, quell’unica verità che credo nel tempo ci porterà a comprendere l’infinita essenza della vita.

Altro argomento attinente alla religione che crea divisioni e spaccature è la famiglia. Si fanno convegni. Si grida agli attacchi che questa subisce ma c’è un particolare. Io e ripeto, questo è il mio pensiero, non credo che se qualcuno “ama” in maniera differente da come “ama” la maggior parte delle persone stia attaccando la famiglia o ne determini la disgregazione. Anzi. Io credo che la visione di famiglia sia una delle cose più belle al mondo. Famiglia sono l’uomo e la donna che generano un figlio. Ma famiglia è anche chi figli non ne genera. La famiglia si regge sull’amore, nell’interpretazione che ne dò io. Per quanto riguarda la legge degli uomini è un’altra cosa. Infatti la legge italiana individua la famiglia all’art.29.1 Cost. e sancisce che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.  E siccome stamattina sono curiosa, sono andata a cercare la definizione di famiglia sul dizionario. E anche quella, così “tristemente” diffusa, sempre secondo il mio “ingenuo parere” di “famiglia naturale”. Perchè non mi sembrava di aver mai sentito tale definizione negli anni passati. Così ho scoperto tante cose. Di seguito inserisco il link a un articolo che mi è piaciuto molto e mi ha fatto un pò di chiarezza.

http://www.diritto.it/docs/33483-la-famiglia-come-societ-naturale-fondata-sul-matrimonio?page=1

Certo al giorno d’ggi, come anche in passato, a questo mondo, tutto può degenerare. Ma tutto può anche essere diverso da quello che si crede e visto che oggi sta assumendo una notevole importanza il “sesso” a discapito dell’amore, vorrei precisare il mio punto di vista che è questo “non di solo sesso vive l’uomo (e la donna) ma di ogni parola d’amore che genera il suo cuore”.

Mi auguro, con il mio punto di vista e con la mia voglia di comprendere ciò che non sempre mi è comprensibile, di non aver urtato la sensibilità di nessuno ma credo che oggi bisogna cominciare a guardare all’uomo che ha bisogno di ascolto. Che ha bisogno di comprendere il proprio “modo di amare” senza “rinnegarlo” per paura di una società che lo condanna a priori e senza capire che il “modo di amare” non è una scelta ma è un dono che va oltre le parole.

Vi auguro buona giornata e spero che gli uomini e le donne, un giorno potranno parlare senza urlare. Potranno amare senza giustificarsi. Potranno vivere senza nascondersi. Potranno pregare senza temere. E soprattutto potranno creare un’unica grande immensa famiglia in cui ognuno, si prende cura dell’altro e dell’altra. Perchè altrimenti non arriveremo da nessuna parte o meglio intraprenderemo la direzione della vita “amara”.

Non esistono i “meno fortunati”: i “puveriell” …

Mani colorate (Foto di Giovanna Giaquinto)

Non esistono i “meno fortunati”. La VITA non è una questione di fortuna o sfortuna e chi ha la salute non è più fortunato di chi non ce l’ha. Chi ha la “ricchezza” materiale o del cuore non è più fortunato. Chi ha una casa dove ripararsi. Chi ha una persona da amare. Chi sa dove andare quando ha bisogno di un abbraccio, non è più fortunato. Siamo tutti sotto lo stesso cielo. Non esistono i “meno fortunati”. Esiste la VITA. Esiste un percorso condiviso e se davvero fossimo in grado di AMARCI con il CUORE, come FRATELLI, anche voi riuscireste a vedere che non esitono i “meno fortunati”. Tutto sarebbe condiviso. Ognuno sarebbe di supporto al prossimo. Ognuno saprebbe offrire braccia accoglienti. E nessuno avrebbe bisogno di “solleticare” il cuore altrui dicendo “regaliamo un sorriso ai meno fortunati. Regaliamo del cibo ai meno fortunati. Facciamo qualcosa per questi meno fortunati”. Semplicemente saremmo una COMUNITA’, a prescindere dalla “religione”. A prescindere da tutto ciò che ci divide. Non saremmo più SOLI, come siamo oggi. Perchè se esistono i “meno fortunati”, allora lo siamo tutti. Perchè siamo perdenti, in un mondo fatto di EGOISMO e di INUTILE CHIUSURA. In un mondo in cui “sentirsi diversi” è ragione di ESCLUSIONE e non di ARRICCHIMENTO. Perchè, in fondo, per quanto simili e creati dalla stessa “mano”, siamo TUTTI MERAVIGLIOSAMENTE DIVERSI e nessuno “più fortunato” o “meno fortunato” … (Giovanna Giaquinto)

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