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C’è una leggerezza in questa vita di cui hai bisogno

Foto di Giovanna Giaquinto

Non è semplice. Ma come lo spieghi  che ci sono cose che ti fanno male? Fa male veder fallire l’ennesimo progetto che sembrava essersi davvero concretizzato. Fa male essere fuori da quella realtà in cui eri entrata, per caso, in punta di piedi. Una realtà dove le persone entrano per “conoscenza”. Mentre tu eri entrata con la forza delle tue idee che eri riuscita a concretizzare. Un progetto che ancora vive mentre tu ne sei fuori. E oggi, ancora cerchi di far valere le tue idee e realizzare un progetto che vorresti andasse avanti ma ti rendi conto che c’è sempre chi non è chiaro. Non vuole essere chiaro. Vuole usarti e poi, di sicuro, ti manderà via alla prima occasione. Fa male. Fa male vedere che l’ambiente che dovrebbe essere accogliente e in grazia divina, in realtà è solo una vicenda casuale per pochi eletti. E tu sei là che guardi. E loro sono là che vedono. E ridono. E tu non hai mai fatto male a nessuno. E questo è quello che non ti perdoneranno mai. Hai solo messo a disposizione le tue capacità. E oggi, tu, che sai fare, sei ancora lì a cercare la tua strada. Mentre loro che non sanno fare ancora godono delle tue opere. Nessuno ti ha tutelata. Neanche chi poteva. E oggi cerchi di venirne fuori. E neanche oggi ti tuteleranno. Forse non lo devi spiegare. Devi solo accettarlo e allontanarti da quell’ambiente. Da quelle persone. Ma il dubbio. “E se …” ti impediscono di muovere quei passi che ti porterebbero lontano. Ma solo perchè lo sai, i tuoi progetti devono cambiare. Della tua vita devi fare altro. Ti devi abbracciare e crescere. Allenta la tensione alle mandibole e vai avanti.. C’è una leggerezza in questa vita di cui hai bisogno. E ora devi farlo. Ne va della tua esistenza. Ora. Ok. Vado. Gg

“La leggerezza, per alcuni, non è facile ma, non è una meta impossibile. Anche perchè, in realtà è un punto di partenza. Respira e vai. Con coraggio” Gg

Il mio problema è l’uovo di Pasqua

A parte il senso vero e intimo della Pasqua che è meraviglioso e ne parleremo più avanti,c’è un altro senso che va oltre la Pasqua e coinvolge la vita nel suo complesso.

2014. Internet ci tiene aggiornati, più o meno, 37 ore su 24. Conosciamo molte delle malattie esistenti a questo mondo, di molte abbiamo compreso l’origine e spesso, siamo anche a conoscenza dei rimedi o dei farmaci per contrastarle. Talvolta, crediamo di essere così preparati che tiriamo fuori giudizi che non stanno né in cielo né in terra o peggio ancora, ci permettiamo il lusso di dare consigli, spesso inopportuni, a chi vive determinate malattie sulla propria pelle. Però, bando alle ciance, voglio raccontarvi in breve qual è il problema.

L’uovo di Pasqua. No, non vi sto prendendo in giro. Ma davvero questo è il “problema” che ho vissuto oggi. Cercavo un uovo di Pasqua senza glutine per una bimba affetta da celiachia. Starete pensando “e dov’è il problema?”

Ve lo spiego. Sono entrata in grandi pasticcerie, in supermercati e in piccoli negozi con un’unica domanda “avete uova di Pasqua senza glutine?”

La risposta sapete qual è stata? “No”. E vabbè può capitare. Basta andare in un negozio che ha prodotti specifici e risolvi il problema. Però, il problema sussiste perchè alla prima pasticceria, dove c’erano uova di Pasqua di ogni forma e misura. Con le nocciole, al latte, fondente, col riso soffiato, a forma di coniglio, uova striminzite, uova enormi. Nelle confezioni più sgargianti e variopinte. Eppure, tra tutto quel “ben di Dio”, non c’era un uovo senza glutine.

Vabbè, mi sono detta, capita. Mi sono fidata e sono andata via. Però, poi,sono entrata in un supermercato. E ho chiesto a una commessa, di nuovo “avete uova di Pasqua senza glutine?”. Anche qui la risposta è stata immediata “NO”. Stavolta però non mi sono fidata. Era troppo strano. Trovi di tutto al supermercato. E’ mai possibile non trovare un uovo privo di glutine? La celiachia non è una malattia ignota. Lo era una decina di anni fa ma, ora, proprio per nulla. Tanta gente ci convive. E così ho preso le uova in mano e ho cominciato a leggere le etichette. Una per una. Il primo uovo non riportava la dicitura “senza glutine”. Ok andiamo avanti. Il secondo neanche. Ma, all’improvviso, lui, l’inconfondibile uovo di Peppa Pig, con annessso pupazzo, riportava la dicitura che stavo cercando “non contiene glutine”. E anche l’uovo di Barbie è senza glutine.

A quanto pare a tanti che hanno un’attività commerciale interessano ben poco i problemi di una “minoranza”. Perchè preoccuparsi di dare una “corretta informazione” e magari con un bel sorriso dire “sì abbiamo anche le uova senza glutine. Eccole qua”. Secondo me sarebbe un notevole valore aggiunto però, per loro forse “una inutile perdita di tempo”. Che tristezza.

Volete sapere se ho detto qualcosa alla commessa ignara? Ebbene sì. Le ho fatto vedere l’uovo e le ho detto “ecco, quest’uovo non contiene glutine”. Lei “ah non lo sapevo, finora nessuno lo aveva chiesto”. “Se qualcuno te lo chiede, questo è senza glutine”. E lei, tranquillamente, ha girato i tacchi. Non ha neanche guardato la marca dell’uovo ed è andata per la sua strada.

Talvolta per fare “Pasqua” basta poco anche ascoltare una persona che “ti chiede il più semplice degli aiuti”.

Oggi ho imparato una grande lezione di vita. Non fermarsi MAI di fronte alla prima risposta negativa ma insistere, vagliare, indagare e solo dopo aver avuto la certezza, magari, battere in ritirata.

Grazie a questo giorno e un sorriso a tutti.

Ma ho un piccolo dubbio … a voi è mai capitata una cosa del genere!?

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