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Quel mio nuovo progetto di vita mi occupava molto tempo.

La ricerca della felicità.

Conoscermi, capirmi, ascoltarmi. Mi ero
praticamente isolato
dal mondo. Ma tutto
questo non aveva portato grandi
successi. Non è che potessi di
re di essere felice o se-
reno. Anzi, spesso ero più ans
ioso e agitato di prima. Er
o sempre più confuso. Avevo
imparato una cosa im
portante ed era che continuavo
ad avere le mie paure, ma non
avevo più paura di aver paura. Perché era quel
lo che mi aveva sempre bloccato, la
paura di aver paura. Molte vo
lte le paure erano anche segno di prudenza. Erano quasi
saggezza. Mi costringevano a stare attento.
Volevo capire se potevo stare bene. Se potevo liberarmi dalle mie ansie.
Volevo sapere dove sarei finito se avessi continuato quel
percorso. Volevo capire se era possibile
costruire un’alternativa a quella realtà ch
e ormai da troppo tempo non mi faceva essere
felice.
Tanto, cosa avevo da perdere?
Più passava il tempo, più cose imparavo su
di me. Ma soprattu
tto imparavo a volermi
bene.
Mi stavo affezionando a me stesso. E questo
nuovo sentimento nei miei confronti mi
spingeva anche a fare cose stupidissime. Proprio
come quando si va in giro a fare le bi-
scherate con gli amici. Stav
o vivendo una nuova adolescenz
a. Sarei andato tranquilla-
mente con me stesso a suonar
e i campanelli e poi sarei sc
appato. Perché era quello il
nuovo sentimento: voglia di scherzare e giocare con me.
Una sera mi sono messo davanti allo specch
io e mi sono fissato per un po’. Poi, u-
sando tutti i muscoli del viso,
ho fatto una serie di smorfie
e di espressioni. Facce stra-
ne: buono, cattivo, triste, felice. Poi mi sono
guardato dritto negli occhi. E a un certo
punto mi sono detto: «Ti voglio bene».
Cazzo… sono scoppiato a ridere come un defici
ente. E infatti mi sono ridetto subito:
«Mavaffanculo!».
Poi ci ho riprovato e sono arrivato a dirmi
che mi amavo. «TI AMO, CAZZO! TI AMO,
TI AMO, TI A-MO! E A TE DA ADESSO
IN POI CI PENSO IO, NON TI PREOCCUPA-
RE!»
Nel pronunciare ad alta voce queste parole,
mi è venuto da ridere, perché la cosa
strana è che per un attimo ho provato un po’ di
imbarazzo. Come se lo stessi dicendo a
un’altra persona. Come se fossi a un pr
imo appuntamento con qualcuno. Mi guardavo e
poi abbassavo un po’ lo sguardo, imbarazzato, vergognoso. Eppure ero io.
Che emozione aver vergogna di
se stessi. Che stranezza.
Alla fine, però, mi ero simpatico. Mi ero si
mpatico perché io, quello lì nello specchio,
lo sapevo cosa aveva passato nel
la vita. Sofferenze, dolori, pi
anti, silenzi, gioie, risate.
E anche se non era perfetto, non potevo
che volergli bene, tutto sommato.
“Cosa hai dovuto sopportare a volte…”
Chiaramente non ho detto niente a nessuno,
perché mi avrebbero dato dell’egoista,
del narciso e dell’egocentrico
. Non ultimo, del pazzo.
Forse avrebbero anche avuto ragione, ma io
mi stavo divertendo. Molto più che a u-
scire a cena con gli amici. La mia compagnia mi
piaceva. Il viaggio alla scoperta di me
stesso era diventato un gioco
divertente. Incontrarmi veram
ente per la prima volta. Mi
ascoltavo e mi parlavo. Più giocavo dentro di
me, più avevo l’impr
essione che quel gio-
co fosse infinito. Mi sentivo infinito
. Un pozzo senza fondo. Un universo.
Questo amico ritrovato non mi faceva mai s
entire solo. Anzi, mi faceva sentire parte
di qualcosa di più grande. La solitudine aveva
preso un significato diverso.
Non mi spaventava più. E il non temere
la solitudine aveva dato
una svolta decisiva alla mia vita.
Una svolta che mi piaceva.

E’ una vita che ti aspetto – Fabio Volo

L’idea che hai di me (leggendo la poesia di un amico Brazir Fabio Bombellitratta dal suo libro “fotografie di pensieri”) … serena domenica, Gg

Emma e Black … “una bambina felice guarisce prima”

Una Vita che va e una che rinasce …

Questa bambina, la scorsa notte ha ricevuto un trapianto di cuore.

Due pensieri sorgono spontanei. Il primo è che la bambina può vivere ancora grazie a un trapianto di cuore ma, il cuore apparteneva a un bimbo di 4 anni che è morto. I suoi genitori hanno deciso di donare gli organi, permettendo a un’altra bambina di continuare la sua esistenza. Un misto di dolore, gioia, speranza e vita. In questo mondo dove tutto sembra essere una corsa verso una “meta” pressochè inesistente, la vita procede e intreccia rapporti di cui, forse, mai capiremo il senso.

Per una nuova vita, un’altra vola via. Perchè? Non so ma così è …

Il secondo pensiero va al dottore che ha in cura la piccola Emma. Qualche giorno fa, infatti, era stato dato ai genitori il permesso di portare nel reparto dove è ricoverata, il suo cane Black, dicendo che “una bambina felice guarisce prima” – e un cane può dare una immensa felicità.

Buona serata, Gg

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Beautiful mind in a beautiful world

L' Aurora di Leyla

…a te che sei qui con me, confuso nel mio respiro, dove non esistono confini, dove ogni silenzio è musica.

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

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C'è hi vede le foglie che muoiono, io preferisco vedere i colori che nascono

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